Carburanti, Eni frena i rincari: a cosa serve il tetto di 2,25 euro
La compagnia assicura una politica commerciale prudente e indica nel price cap uno strumento contro eventuali aumenti eccezionali alla pompa.
Il gasolio venduto oggi da Eni è stato fissato a 2,21 euro al litro, quattro centesimi sotto il limite previsto dal price cap. La compagnia assicura che l’obiettivo è mantenere benzina e diesel su livelli sostenibili, seguendo comunque l’evoluzione dei prezzi internazionali.
Eni punta a contenere i rincari
Un portavoce del gruppo ha spiegato che Eni condivide le esigenze indicate dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La società intende proseguire con una gestione commerciale responsabile, compatibile con l’andamento delle quotazioni sui mercati internazionali.
La linea annunciata riguarda entrambi i principali carburanti: l’impegno è evitare che i prezzi raggiungano livelli considerati non sostenibili, senza scollegarli dalle dinamiche globali. Per il gasolio, il valore comunicato oggi è dunque pari a 2,21 euro al litro.
Il tetto scatterà sui picchi
Il price cap in vigore è fissato a 2,25 euro per litro. Secondo Eni, la soglia non rappresenta un prezzo ordinario da applicare in ogni momento, ma uno strumento destinato a limitare eventuali fiammate delle quotazioni.
La compagnia ha chiarito che il meccanismo servirà soprattutto in presenza di aumenti eccezionali. Nel frattempo, la politica commerciale dichiarata dal gruppo continuerà a essere calibrata sulle quotazioni internazionali, con l’obiettivo di mantenere benzina e gasolio entro un livello sostenibile.
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