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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Affitti brevi, scontro sui numeri: l’appello dell’Aigab a Mazzi

L’associazione dei gestori replica a Federalberghi e difende il ruolo delle famiglie proprietarie, soprattutto nei piccoli centri italiani.

La disputa sugli affitti brevi si concentra soprattutto sulla reale composizione del settore: secondo Aigab, il 96% degli immobili pubblicizzati in rete appartiene a singoli proprietari. L’associazione contesta così la lettura di Federalberghi e chiede al ministro Gianmarco Mazzi di intervenire nel confronto.

Aigab accusa Federalberghi di danneggiare, con le sue prese di posizione, una parte dell’offerta turistica italiana. «I ripetuti e scomposti attacchi di Federalberghi penalizzano l’industria italiana del turismo», sostiene l’associazione, secondo cui appartamenti e alberghi si rivolgono spesso a clienti con esigenze differenti.


Aigab difende il ruolo delle famiglie

Nel documento, l’associazione descrive gli affitti brevi come una fonte di sostegno economico per oltre 700 mila famiglie italiane, pari a circa 2,8 milioni di persone. Per alcuni proprietari, questa attività garantirebbe un’entrata integrativa; per altri rappresenterebbe il modo per conservare e valorizzare un immobile ricevuto in eredità.

La scelta dell’appartamento, aggiunge Aigab, sarebbe legata anche a esigenze pratiche: costi più contenuti rispetto agli alberghi, maggiore disponibilità di spazio, più riservatezza e una migliore adattabilità ai gruppi familiari numerosi. L’associazione sottolinea inoltre che chi soggiorna in una casa per vacanze non coincide necessariamente con il pubblico degli hotel di fascia alta.


I numeri contestati a Federalberghi

Aigab respinge l’idea che la maggioranza degli annunci faccia capo a gestori con numerosi immobili. I gestori professionali, spiega, curano spesso la pubblicazione e l’organizzazione degli alloggi per conto dei proprietari, ma non ne detengono la titolarità. Il caso di chi amministra oltre 15 mila alloggi sarebbe riconducibile a Holidoo, agenzia di viaggi telematica tedesca che riunisce gli annunci sotto un unico profilo: la proprietà, precisa l’associazione, resterebbe comunque suddivisa tra singole famiglie.

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Anche la concentrazione nelle principali città viene messa in discussione. In Italia gli annunci destinati agli affitti brevi sarebbero circa 510 mila, mentre quelli presenti nei 20 capoluoghi di Regione ammonterebbero a 75 mila. Per Aigab, il dato dimostrerebbe una presenza consistente nei centri minori, dove in alcuni casi questa formula costituirebbe l’unica sistemazione disponibile per i visitatori.


Case ereditate e immobili vuoti

L’associazione interpreta l’aumento dei codici identificativi nazionali come un fenomeno collegato anche al trasferimento degli immobili per successione. Secondo i dati citati dall’Agenzia delle Entrate, tra il 2021 e il 2025 le famiglie italiane avrebbero ricevuto in eredità in media 395 mila abitazioni ogni anno.

A fronte di circa 400 mila case ereditate e di un incremento di 38 mila codici identificativi nazionali, Aigab sostiene che la maggior parte degli immobili rimanga inutilizzata. La paura di non rientrare rapidamente in possesso dell’abitazione, in caso di locazione tradizionale, spingerebbe molti proprietari a lasciarla vuota; soltanto una parte, circa il 10% secondo la ricostruzione dell’associazione, verrebbe destinata agli affitti brevi.

Per questo Aigab sollecita Mazzi a tutelare i lavoratori del comparto e le famiglie coinvolte. L’associazione considera gli appartamenti turistici una componente dell’accoglienza nazionale e chiede che il confronto con il settore alberghiero si basi, a suo avviso, su dati distinti e su una valutazione delle diverse tipologie di clientela.

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