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Economia 2 min di lettura30 set

Prezzi in salita: la stangata che può frenare i consumi

Energia, carburanti e prodotti freschi spingono l’inflazione oltre il 4%, con aumenti annuali che pesano sempre di più sui bilanci domestici.

L’aumento dei listini potrebbe non essersi ancora arrestato. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme: mentre il potere d’acquisto si riduce, Confcom e Confesercenti temono che la spesa delle famiglie possa rallentare nella parte finale dell’anno.


Il conto annuale cresce ancora

Le stime diffuse dalle organizzazioni dei consumatori mostrano impatti molto diversi a seconda della composizione del nucleo familiare. Per il Codacons, una coppia con un figlio rischia di sostenere 1.389 euro di costi aggiuntivi in dodici mesi; con due figli, la cifra salirebbe a 1.918 euro.

L’Unione nazionale consumatori calcola invece un aggravio medio di 1.108 euro all’anno e osserva che si tratta di una somma “oltre 10 volte il risparmio dovuto al bollo auto”. Assoutenti concentra l’attenzione sulla spesa alimentare: per una famiglia con due figli, mangiare e bere costerebbe 185 euro in più ogni anno, mentre l’esborso complessivo per gli italiani arriverebbe a 3,4 miliardi, ipotizzando consumi invariati.


Energia e carburanti guidano i rincari

A settembre il comparto energetico ha registrato un incremento annuo del 22,3%, in netto aumento rispetto al 17,1% di agosto. Tra le componenti regolamentate, il gas distribuito e il gas naturale del mercato tutelato hanno segnato il balzo più marcato, pari al 47,2%; l’elettricità tutelata è invece rimasta al 9,7%.

Sul mercato libero, le variazioni hanno raggiunto il 16,7% per la luce e il 21,5% per il gas. Nel segmento non regolamentato, che comprende anche i carburanti, il diesel è aumentato del 34,9%, il gasolio destinato al riscaldamento del 38,5% e la benzina del 21,8%. Sul quadro incidono anche gli ultimi interventi legati al tetto sui prezzi.

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Anche il carrello torna a correre

Il comparto alimentare nel suo insieme mostra una crescita più contenuta, dell’1,8% su base annua, ma i prodotti non lavorati hanno accelerato fino al 5,5%, contro il 3,8% del mese precedente. Le condizioni meteorologiche difficili dell’estate hanno contribuito alla pressione sui prodotti freschi.

Ortaggi, banane e legumi hanno registrato un aumento dell’8,4%, mentre la frutta è tornata a crescere, con un incremento dello 0,6%. Gli alimentari lavorati restano ancora lievemente sotto i livelli di un anno fa, a -0,3%, ma un prolungamento della tendenza rialzista potrebbe trasferire i rincari lungo la filiera e arrivare ai prezzi finali.


Inflazione oltre il quattro per cento

Il quadro complessivo indica un’accelerazione del carrello della spesa: a settembre la variazione annua è stata dell’1,7%, quasi il doppio rispetto allo 0,9% registrato ad agosto. Secondo le rilevazioni preliminari dell’Istat, l’inflazione generale ha così superato il 4%.

A pesare non sono quindi soltanto le bollette o il rifornimento dell’auto. L’aumento si è esteso anche alla frutta e alla verdura, rendendo più costoso il bilancio quotidiano delle famiglie e alimentando il timore di una nuova fase di pressione sui consumi.

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