Presidi degli agricoltori avanti dopo la protesta a Roma
Il Movimento popolare nazionale annuncia nuove iniziative dopo la mobilitazione di circa 800 lavoratori arrivati dal Sud
Il Movimento popolare nazionale ha annunciato la prosecuzione dei presidi degli agricoltori in diverse aree d’Italia dopo la manifestazione del 27 ottobre a Montecitorio. Sit-in e iniziative continueranno nei prossimi giorni, senza una scadenza indicata.
Secondo il movimento, la protesta proseguirà fino all’arrivo di risposte definitive. "Non faremo un solo passo indietro finché non otterremo risposte definitive", si legge nella nota diffusa dopo il concentramento romano.
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La mobilitazione arrivata dal Sud
Alla manifestazione hanno partecipato centinaia di lavoratori provenienti dalla Calabria e da altre regioni meridionali. Il Movimento ha riferito che circa 800 persone hanno raggiunto Roma durante la notte, utilizzando circa 50 automobili e 18 autobus.
Il viaggio, definito particolarmente impegnativo, sarebbe stato sostenuto direttamente dai partecipanti. Ogni lavoratore avrebbe versato 30 euro per contribuire alle spese della trasferta, organizzata senza altri finanziamenti indicati nella nota.
Le critiche al governo
Il Movimento ha contestato l’assenza di un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con i ministri. La nota sostiene che nessun esponente dell’esecutivo abbia incontrato una delegazione dei manifestanti o si sia affacciato durante la protesta.
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L’organizzazione ha parlato di una mobilitazione ordinata e di una partecipazione superiore alle attese, ma ha descritto con amarezza la mancata risposta istituzionale. "Siamo stati accolti dal silenzio del governo", è il senso della denuncia contenuta nel documento, che definisce inaccettabile il trattamento riservato ai lavoratori della terra, del mare e dei trasporti.
Il Movimento ha invece ringraziato Nicola Irto del Partito Democratico, Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle e Maria Elena Boschi di Italia Viva-Casa Riformista. I tre parlamentari, secondo la nota, sono scesi tra i manifestanti e si sono impegnati a portare le richieste della piazza all’attenzione nazionale.
La protesta, conclude il movimento, non verrà fermata dall’assenza di risposte da parte dell’esecutivo: i presidi resteranno attivi sul territorio regionale e nazionale.
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