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Economia 2 min di lettura4 ore fa

Piazza Affari sotto pressione: chi brinda e chi crolla a Milano

La seduta penalizza il listino milanese e i principali mercati europei, mentre petrolio e rendimenti alimentano i timori sull’inflazione

Ferrari e Stellantis hanno chiuso in territorio negativo, senza seguire il movimento positivo di Bmw, salita dell’1,5% e capace di sostenere il comparto automobilistico europeo. Fuori dal paniere principale, invece, la Juventus ha lasciato sul terreno l’8,85%, a 1,7 euro, dopo l’annuncio di un aumento di capitale da 250 milioni.

Risanamento ha mostrato una dinamica opposta, con un balzo del 6,67%. A Milano il quadro è rimasto quindi selettivo, tra vendite sui titoli industriali e forti differenze nelle performance dei singoli gruppi.


Tim affonda, Poste chiude in rialzo

Il titolo Tim ha accusato una brusca flessione nelle fasi finali della giornata, terminando a 6,68 euro con una perdita del 2,58%. Poste Italiane, che ha assunto anche formalmente il controllo e il coordinamento di Tim, ha invece beneficiato di un progresso dell’1,04%.

Tra le note positive del listino principale si è distinta Technoprobe, salita del 2,7%. Sul fronte opposto, Banco Bpm ha perso il 2,06%, Generali l’1,75%, Intesa Sanpaolo l’1,&% e Mps l’1,38%.


Banche e auto restano sotto pressione

La debolezza ha coinvolto soprattutto il comparto bancario, con ribassi diffusi tra i principali nomi del settore. Anche Ferrari e Stellantis hanno terminato la seduta in rosso, nonostante l’impulso arrivato dal rialzo di Bmw tra i titoli automobilistici europei.

L’andamento dei singoli titoli si è inserito in una giornata complessivamente negativa per Piazza Affari. L’indice milanese ha infatti ceduto lo 0,84%, in linea con una fase di cautela che ha interessato le principali Borse del continente.

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Petrolio e rendimenti frenano i mercati

A pesare sul clima degli investitori sono stati soprattutto l’incremento dei rendimenti obbligazionari e l’accelerazione delle quotazioni del petrolio. La combinazione dei due fattori ha riacceso i timori legati all’inflazione, rendendo più prudente l’atteggiamento sui mercati azionari.

Lo Stoxx Europe 600 ha terminato la seduta con una diminuzione dello 0,5%. Il bilancio di settembre si è così portato a -2,5%, facendo del mese uno dei periodi peggiori del 2026 e il primo con una variazione complessiva negativa da marzo.


Chiusura negativa in tutta Europa

La pressione non ha riguardato soltanto il mercato italiano. A Londra l’arretramento è stato dello 0,29%, mentre Parigi ha perso lo 0,8% e Francoforte lo 0,79%.

Il risultato di Milano, con il -0,84%, è stato quindi parte di un movimento più ampio. La seduta ha confermato il peso esercitato dalle aspettative sull’inflazione e dall’andamento delle materie prime sulle quotazioni azionarie europee.

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