Piazza Affari, il rialzo svanisce: banche sotto pressione e spread a 128
Il Ftse Mib torna appena sotto la parità mentre arretrano Unicredit, Bper e Banco Bpm; corrono invece Stellantis e Technoprobe.
Il tentativo di recupero della Borsa di Milano si è esaurito nel corso della seduta. L’indice Ftse Mib è tornato in territorio negativo, mentre il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi si è portato vicino ai 128 punti, sui livelli più elevati dall’aprile 2025.
Le banche frenano l’indice
A metà giornata il listino principale segnava -0,03%, a quota 50.217 punti. A condizionare l’andamento sono soprattutto le vendite sul comparto bancario, con Unicredit in calo del 2,25%, Bper dell’1,9% e Banco Bpm dell’1,3%.
Tra i titoli più penalizzati figura anche Fincantieri, che perde l’1,78%. Saipem cede invece l’1,3%, in un contesto reso più debole dalla discesa delle quotazioni del petrolio.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Stellantis resta sotto i riflettori
Sul fronte opposto proseguono gli acquisti su Stellantis, in rialzo del 4,555%. Il titolo si conferma così tra i più vivaci della seduta milanese, nonostante la debolezza complessiva dell’indice.
Performance positiva anche per Technoprobe, che guadagna il 4,35%. La distanza tra i principali rialzi e le perdite del settore bancario mantiene quindi Piazza Affari vicino alla parità, con lo spread Btp-Bund in area 128 punti.
Continua a leggere
Borse, il petrolio frena e Milano riparte: occhi sui dati Usa
I listini europei avanzano mentre Brent e Wti arretrano; resta volatile lo spread e cresce l'attesa per i numeri sull'occupazione americana.
Il tempo per sé scompare: le donne italiane rinunciano più degli uomini
Un’indagine Swg mostra quanto sia difficile ritagliare spazio per attività fisica, riposo e passioni quando gli impegni quotidiani si accumulano.
Imprese familiari, il tempo stringe: la risposta di Confindustria Lombardia
Un nuovo progetto dei Giovani di Confindustria Lombardia punta ad accompagnare le aziende nella delicata transizione tra generazioni, sempre più urgente alla luce dei dati sulla governance.
Neet, il calo non basta: 1,2 milioni restano fuori da studio e lavoro
La quota dei giovani Neet è scesa al 13,3% nel 2025, ma il fenomeno continua a pesare sull’Italia per 24 miliardi di euro ogni anno.