Borse, il petrolio frena e Milano riparte: occhi sui dati Usa
I listini europei avanzano mentre Brent e Wti arretrano; resta volatile lo spread e cresce l'attesa per i numeri sull'occupazione americana.
Il calo del petrolio sostiene le Borse europee, che provano a mantenere il tono positivo in una seduta dominata da due fattori: le possibili decisioni sulle riserve strategiche e l'attesa per i dati sul lavoro negli Stati Uniti. Le cifre sull'occupazione potrebbero infatti influenzare il percorso dei tassi della Federal Reserve.
Petrolio in calo, tecnologia in testa
L'indice Stoxx 600 sale di oltre mezzo punto percentuale, con il comparto tecnologico tra i principali motori del rialzo. Più fragili, invece, risultano i titoli finanziari e quelli legati all'energia.
Il Brent perde il 2,4% e resta sotto quota 100 dollari al barile, mentre il WTI arretra del 3,7%, scendendo sotto i 90 dollari. A pesare sono le indiscrezioni su un possibile confronto tra alcuni Paesi europei per utilizzare parte delle riserve strategiche e contenere l'aumento dei carburanti. In diminuzione anche il gas: i contratti TTF cedono l'1,27%, a 73 euro per megawattora.
Milano recupera, Francoforte accelera
Piazza Affari torna a guadagnare terreno: il FTSE MIB segna un progresso dello 0,41%. Tra i titoli più brillanti spiccano Technoprobe, in aumento del 5%, Stellantis, che cresce del 4,37%, e Prysmian, a +4,33%.
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Il movimento positivo riguarda anche gli altri principali mercati del continente. Francoforte avanza dell'1%, Parigi dello 0,7%, Madrid dello 0,4% e Londra dello 0,27%. Sul mercato valutario, intanto, l'euro si indebolisce contro il dollaro e passa di mano a 1,1228.
Spread volatile e tensione sui titoli
Il differenziale tra Btp e Bund non trova una direzione stabile: dopo un allargamento fino a 128 punti, torna a 125. Segnali di pressione arrivano anche dalla Francia, dove il premio di rischio sui titoli di Stato raggiunge 150 punti base, il livello più alto dal 2012.
Sul fronte dei rendimenti, gli Oat francesi sono gli unici in rialzo e arrivano al 4,92%. Scendono invece i titoli decennali statunitensi, al 5,23%, mentre il Btp decennale si porta al 4,65% e il rendimento del decennale tedesco scende sotto il 3,42%.
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