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Economia 1 min di lettura6 giorni fa

Petrolio e tassi tengono i listini sotto pressione: Asia in rosso

Dopo un avvio debole in Asia, i future europei arretrano e gli analisti guardano soprattutto ai costruttori auto.

I future sull’Euro Stoxx 50 segnano un calo dello 0,4% e il comparto automobilistico finisce sotto osservazione dopo le nuove immatricolazioni di agosto in Europa. Intanto, sui mercati torna a pesare l’idea che i tassi possano restare alti più a lungo del previsto, con l’inflazione che continua a preoccupare gli investitori.


Europa attesa debole

Il clima resta fragile anche fuori dall’Asia, perché gli operatori guardano a Wall Street e si preparano a un avvio meno brillante. A rafforzare la cautela contribuisce il fatto che l’economia, pur rallentando l’entusiasmo, mostra ancora una tenuta sufficiente da tenere aperta la discussione su nuove strette monetarie.

Per questo i listini europei rischiano di allinearsi al ribasso, mentre l’attenzione si concentra su chi potrebbe risentire di più del contesto attuale. Tra i settori più monitorati ci sono le case automobilistiche, complice il dato sulle auto nuove registrate nel mese di agosto.


Asia, il calo si allarga

In Asia si va verso la seconda seduta consecutiva negativa, spinta soprattutto dal livello elevato del petrolio e dal rialzo dei rendimenti dei bond americani. L’indice Msci Asia Pacific è sceso fino allo 0,7%, con Cina e Australia tra i mercati più deboli della regione.

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I listini cinesi hanno ceduto l’1,07%, mentre quelli australiani hanno lasciato sul terreno lo 0,72%. In Giappone le contrattazioni sono ripartite dopo tre giorni di festività, ma il recupero iniziale non è bastato: il Topix ha chiuso con un ribasso dello 0,39%.

La Corea del Sud, invece, è rimasta chiusa per festività. Così i progressi messi a segno nell’arco della settimana si stanno ridimensionando in fretta, in un mercato che continua a fare i conti con il rischio inflazione e con l’ipotesi di costi del denaro ancora in salita.

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