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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Pensioni integrative, la svolta del 2026: quasi 11 milioni aderenti

Il patrimonio della previdenza complementare sale a 273,2 miliardi di euro, con un incremento del 4,3% rispetto a dicembre 2025.

La previdenza complementare italiana continua ad ampliare la propria dimensione: tra gennaio e giugno 2026 il patrimonio accumulato per le future prestazioni ha raggiunto quota 273,2 miliardi di euro. Nello stesso periodo, il numero degli aderenti si è avvicinato agli 11 milioni, confermando la crescita del settore sia sul fronte delle risorse sia su quello della partecipazione.


Il patrimonio accelera nel 2026

L’incremento registrato nei primi sei mesi dell’anno è del 4,3% rispetto al valore rilevato alla chiusura del 2025. Il dato fotografa l’ulteriore espansione delle forme pensionistiche complementari, che raccolgono risorse destinate a integrare nel tempo il trattamento pensionistico pubblico.

Il confronto con gli anni precedenti evidenzia una progressione costante. Alla fine del 2024, infatti, il patrimonio complessivo era pari a 243,4 miliardi di euro, con una crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Dodici mesi più tardi, nel 2025, le risorse avevano raggiunto circa 262 miliardi.


Adesioni vicine alla soglia degli 11 milioni

Sul piano degli iscritti, il 2025 si era chiuso con 10,4 milioni di partecipanti distribuiti in 273 forme pensionistiche. Nei primi sei mesi del 2026 il dato si è avvicinato alla soglia degli 11 milioni, indicando un ulteriore aumento delle adesioni al sistema.

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Le cifre sono contenute nel rapporto intitolato “La previdenza complementare: lo scenario evolutivo in Italia e nel contesto europeo”. Il documento è stato realizzato con il contributo dei rappresentanti dei principali fondi pensione italiani e con il supporto tecnico di Deloitte e Mefop.


Il rapporto arriva a Roma

Lo studio sarà illustrato a Roma, nell’auditorium di Deloitte, durante l’appuntamento “Welfare del Futuro”. L’incontro rappresenta l’occasione per presentare i primi risultati sulla consistenza del comparto e sulla sua evoluzione nel quadro italiano ed europeo.

Il rapporto mette così a confronto i risultati più recenti con quelli degli esercizi precedenti: dal patrimonio di 243,4 miliardi del 2024 ai circa 262 miliardi del 2025, fino ai 273,2 miliardi rilevati nella prima metà del 2026. Anche l’andamento delle iscrizioni segue una traiettoria ascendente, dai 10,4 milioni del 2025 a una platea ormai prossima agli 11 milioni.

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