Pechino stringe sui carburanti: stop alle spedizioni cinesi in ottobre
Le raffinerie attendono nuove istruzioni mentre le scorte interne e i livelli produttivi determineranno il possibile ritorno delle vendite estere
L’incertezza sulle scorte nazionali tiene ferme le esportazioni cinesi di prodotti petroliferi per tutto ottobre. Le raffinerie hanno bloccato le consegne verso i mercati esteri, con l’eccezione di Hong Kong e Macao, in attesa di indicazioni da Pechino.
La sospensione potrebbe non essere definitiva: la decisione sulla ripartenza dipenderà probabilmente dalla quantità di carburante disponibile sul mercato interno e dall’andamento della produzione degli impianti. Quattro persone a conoscenza della situazione riferiscono che non è ancora possibile stabilire se i flussi riprenderanno dopo il 7 ottobre, al termine delle celebrazioni nazionali.
Le compagnie cancellano i carichi
PetroChina, società controllata dallo Stato, ha eliminato mercoledì alcuni trasporti di benzina e carburante per aerei programmati nel mese di ottobre. Anche Zhejiang Petrochemical non ha inserito spedizioni di prodotti petroliferi nel calendario della settimana festiva.
Il congelamento delle vendite arriva dopo un settembre caratterizzato da volumi consistenti. In quel mese la Cina ha inviato all’estero circa 1,4 milioni di tonnellate di diesel, 500mila tonnellate di benzina e almeno 2 milioni di tonnellate di carburante per l’aviazione, conteggiando anche i quantitativi diretti verso Hong Kong e Macao.
Asia e Pacifico tra i mercati principali
Le forniture cinesi hanno raggiunto soprattutto Singapore, Malaysia, Australia, Vietnam, Bangladesh e Filippine. La sospensione di ottobre potrebbe quindi incidere su una rete commerciale concentrata principalmente nell’area asiatica e del Pacifico.
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Resta da capire se il blocco riguarderà soltanto il mese in corso o se verrà prorogato. La risposta di Pechino sarà legata alle necessità del consumo interno, alla consistenza delle riserve e alla capacità delle raffinerie di mantenere i livelli produttivi.
Una politica già modificata in estate
La stretta attuale segue una precedente limitazione introdotta a marzo. In quel periodo Pechino aveva ridotto le esportazioni di carburanti dopo l’interruzione delle forniture di greggio dal Medio Oriente provocata dalla guerra con l’Iran.
A luglio le autorità avevano invece alleggerito i vincoli, passando a una gestione delle spedizioni su base mensile. Il nuovo stop segnala dunque un ulteriore irrigidimento, almeno per ottobre, mentre il governo cinese cerca di tutelare la disponibilità di carburanti sul mercato nazionale.
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