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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Diesel, la stretta di Trump può ritorcersi contro gli Usa

Il blocco delle esportazioni verso l’Unione europea non garantisce più gasolio né prezzi inferiori negli Stati Uniti: il risultato potrebbe essere l’opposto.

La decisione di Donald Trump sul diesel rischia di trasformarsi in un problema interno per gli Stati Uniti. Limitare le vendite verso l’Unione europea, infatti, non significa automaticamente aumentare la disponibilità di gasolio sul mercato americano né ottenere un calo dei prezzi.


Il rischio di un effetto contrario

La strategia adottata dalla Casa Bianca punta a usare l’export come leva nei confronti dell’Unione europea. Tuttavia, il semplice stop alle esportazioni non assicura che il carburante resti effettivamente disponibile in quantità maggiore negli Stati Uniti.

Anche sul fronte dei prezzi l’esito potrebbe essere diverso da quello auspicato. In alcune aree, il costo del diesel potrebbe persino salire invece di diminuire, trasformando la misura in un possibile autogol per l’amministrazione statunitense.

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Una lezione già ignorata

La vicenda richiama la linea seguita da Trump con i dazi, presentati come uno strumento per ottenere vantaggi dagli altri Paesi. Anche in quel caso, secondo l’analisi proposta, le conseguenze rischiano di ricadere sugli stessi Stati Uniti.

Il punto centrale è dunque la distanza tra l’obiettivo politico e il risultato concreto. La pressione esercitata sulla Ue attraverso il diesel potrebbe non produrre maggiore disponibilità interna e, in determinati casi, lasciare agli automobilisti americani prezzi ancora più elevati.

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