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Economia 2 min di lettura50 min fa

Carburanti, la stangata di ottobre vale 1,1 miliardi: chi pagherà di più

Il tetto fissato dalle compagnie non basta a frenare la spesa di famiglie e imprese, con l’impatto maggiore nelle grandi città e sulle strade dei pendolari.

Per chi deve usare l’auto ogni giorno, il rincaro non si fermerà a ottobre: famiglie e aziende italiane dovranno sostenere una spesa aggiuntiva di 1,1 miliardi di euro rispetto allo stesso mese del 2025. La stima arriva dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre e considera anche il limite ai prezzi annunciato da Eni e da altre compagnie petrolifere.


Il peso maggiore ricade sui pendolari

Nell’ultima settimana la benzina in modalità self service si è attestata intorno a 2,1 euro al litro, mentre il diesel ha raggiunto circa 2,3 euro. Rispetto al periodo immediatamente precedente all’avvio del conflitto nel Golfo Persico, la verde è aumentata del 29,1% e il gasolio del 36,6%.

Secondo la Cgia, la pressione è particolarmente forte per chi vive in zone con collegamenti pubblici insufficienti. Per molti lavoratori l’automobile rappresenta infatti l’unico mezzo concretamente disponibile per arrivare sul posto di lavoro, trasformando ogni aumento alla pompa in un costo difficilmente evitabile.


Roma guida la classifica dei rincari

Tra le aree metropolitane, Roma registrerà l’esborso supplementare più elevato, pari a 68,5 milioni di euro. Seguono Milano con 49,5 milioni, Napoli con 39,6, Brescia con 31,2, Torino con 27,8 e Bari con 25,6 milioni.

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Su scala regionale, la Lombardia sarà al primo posto per maggiori costi a ottobre, con 163,9 milioni di euro in più rispetto a un anno prima. L’Emilia-Romagna arriverà a 111,1 milioni e il Veneto a 106,1 milioni.


La crisi continua a spingere i prezzi

L’Ufficio studi della Cgia prevede che nel complesso del 2026 la spesa nazionale per i carburanti aumenterà di circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025. L’incremento stimato è del 20,4%, mentre la quota mensile aggiuntiva si aggira appunto intorno a 1,1 miliardi.

L’associazione ritiene difficile un ritorno dei prezzi ai valori precedenti alla crisi finché il conflitto in Medio Oriente non sarà concluso. Il provvedimento sul tetto dei prezzi può quindi attenuare l’impatto, ma non annulla il conto più elevato che ricade su imprese e automobilisti.

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