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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Iran, il conto della guerra: fino a 1.415 euro in più per una famiglia

L’aumento della spesa prevista per il 2026 varia in base alla composizione del nucleo e al reddito principale, con gli autonomi davanti a tutti.

Il bilancio familiare rischia di chiudere il 2026 con una spesa molto più pesante. A parità di consumi e nell’ipotesi che i prezzi restino sugli attuali livelli, l’effetto degli aumenti legati al conflitto in Iran potrebbe arrivare fino a 1.415 euro per una coppia con due figli a carico.


Il peso cambia da famiglia a famiglia

Secondo la stima del Codacons, l’esborso aggiuntivo per un pensionato che vive solo sarebbe pari a 667 euro rispetto al 2025. Un single con meno di 35 anni dovrebbe invece sostenere un aggravio di 704 euro, mentre per una coppia senza figli l’incremento complessivo raggiungerebbe 1.167 euro.

La situazione diventerebbe più onerosa per i nuclei con figli. Una famiglia composta da un solo genitore spenderebbe 976 euro in più nell’arco dell’anno; per una coppia con un figlio la differenza salirebbe a 1.281 euro. Il valore massimo indicato dalla rilevazione, pari a 1.415 euro, riguarda infine una coppia con due figli a carico.


Reddito, gli autonomi pagano di più

La composizione del nucleo non è l’unico elemento che incide sulla previsione. L’ammontare dei rincari cambia anche considerando la principale condizione professionale del capofamiglia, secondo la classificazione adottata dall’Istat.

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Per chi è senza lavoro, la maggiore spesa stimata a fine 2026 è di 701 euro. L’incremento arriva a 936 euro nel caso di un operaio e a 1.259 euro per un quadro o un dirigente. La cifra più elevata è associata a imprenditori e liberi professionisti, per i quali il Codacons calcola 1.616 euro aggiuntivi.


La stima guarda a tutto il 2026

Il calcolo prende in considerazione l’inflazione acquisita dall’Istat per l’intero 2026 e l’insieme delle uscite annuali destinate ai consumi. Il confronto è effettuato con lo scorso anno, mantenendo invariato il livello dei consumi delle diverse tipologie familiari.

La proiezione riguarda quindi l’impatto complessivo di prezzi e tariffe dopo gli aumenti scattati dall’inizio della guerra. Il risultato resta legato all’ipotesi che i valori osservati oggi non subiscano ulteriori variazioni nel corso dell’anno.

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