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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Barche e porti, il 2027 punta sul +7,43%: dove cresce la domanda

Le marine italiane prevedono un altro anno positivo, sostenute soprattutto dai transiti internazionali, dal charter e dall’arrivo di nuovi posti barca.

Il comparto dei porti turistici italiani guarda al 2027 con particolare fiducia soprattutto per gli ormeggi in transito, il cui fatturato potrebbe aumentare del 7,43%. La crescita attesa sarà alimentata dal charter, dai superyacht e dai clienti stranieri che utilizzano le imbarcazioni per itinerari più lunghi nel Mediterraneo.

Le previsioni arrivano dall’indagine 2026 di Assomarinas, l’associazione che riunisce le marine dedicate alla nautica da diporto. Il presidente Roberto Perocchio vede davanti al settore «buone prospettive per il prossimo quinquennio», anche se gli ormeggi stanziali mostrano margini di crescita più contenuti.


Il charter spinge i transiti internazionali

Nel 2026 gli ormeggi in transito hanno registrato un incremento del 4,36%. La domanda delle unità piccole e medie appare più stabile, mentre l’arrivo di imbarcazioni grandi ha permesso al giro d’affari di mantenere una traiettoria positiva. Per il prossimo anno, invece, l’associazione stima un’accelerazione fino al 7,43%.

A sostenere il risultato saranno soprattutto le locazioni nautiche e il charter, sia nella fascia dei superyacht sia in quella più accessibile. Il modello coinvolge anche turisti europei, per esempio tedeschi, che noleggiano barche o catamarani e, nell’arco di una settimana, raggiungono più località italiane. Non si tratta quindi soltanto di proprietari che partono e rientrano nello stesso porto, ma di unità in movimento tra Napoli, Sicilia, Isole Pontine e altre destinazioni.

Perocchio descrive il noleggio come una formula ormai consolidata, basata sull’utilizzo invece che sul possesso. «La barca di proprietà resta il sogno di una vita, ma la condivisione consente di sostenere solo una parte dei costi di gestione», ha spiegato, sottolineando il vantaggio di poter visitare diverse aree del Mediterraneo senza affrontare l’intero peso economico di un’imbarcazione privata.


Ormeggi stanziali vicini alla saturazione

Il segmento degli ormeggi stanziali ha chiuso il 2026 con un aumento del 2,96% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato favorito anche dalla presenza crescente dei superyacht lungo le coste italiane. Per il 2027, tuttavia, la previsione si ferma a un più 1,36%, complice il rallentamento delle vendite di barche nuove.

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Secondo il presidente di Assomarinas, la moderazione dipende anche dalla capacità ormai quasi esaurita delle strutture esistenti. «Siamo arrivati a livelli di saturazione dei porti esistenti», ha osservato, spiegando che il settore non può aumentare sensibilmente l’offerta senza nuovi interventi infrastrutturali.


Ventimila posti barca in preparazione

Per rispondere alla disponibilità limitata, sono in programma circa 20mila nuovi posti barca nell’arco dei prossimi 10 anni. Tra i progetti citati figurano Portus Karalis a Cagliari, ormai vicino alla conclusione, il Porto vecchio di Sanremo, il potenziamento del Marina arcipelago Toscano e la realizzazione del Molo Brin a Olbia.

Queste iniziative dovrebbero ampliare la capacità ricettiva delle marine e accompagnare la domanda prevista nei prossimi anni. Nel frattempo, il settore dovrà fare i conti con l’aumento dei costi, in particolare per le imbarcazioni piccole e medie, che hanno risentito del caro carburanti.

Il charter, però, continua a mostrare una buona capacità di attrazione nonostante l’incremento dell’offerta abbia imposto qualche riduzione dei prezzi. «È una formula molto moderna e conveniente», ha detto Perocchio, indicando nell’accesso temporaneo alla barca una modalità sempre più diffusa per vivere la nautica senza sostenerne integralmente manutenzione e gestione.

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