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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Manovra 2027, oltre 10 miliardi per le pensioni: cosa rischia di saltare

Dal fisco agli assegni previdenziali, il governo valuta interventi costosi su giovani, energia e difesa, ma le coperture saranno decisive entro il 31 dicembre.

Il primo ostacolo per la Manovra 2027 sarà trovare risorse sufficienti per finanziare tutte le misure ipotizzate. Solo la rivalutazione delle pensioni potrebbe richiedere più di 10 miliardi di euro, mentre altri interventi riguardano il taglio dell’Irpef, gli incentivi per gli under 35, l’energia e la difesa. Il quadro, aperto dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), resta comunque provvisorio: il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invitato a non considerare definitive le proposte circolate finora, anche a causa dell’incertezza internazionale.


Pensioni, il conto più pesante

Secondo le prime valutazioni della Ragioneria generale dello Stato, l’adeguamento degli assegni all’inflazione potrebbe costare oltre 10 miliardi di euro. La stima considera un aumento medio dei prezzi del 2,9% nel 2026 e supera nettamente i 5 miliardi previsti per il 2026 e i 2,6 miliardi destinati alla rivalutazione nel 2025.

Resta poi da valutare la proposta della Lega per consentire il pensionamento a 64 anni anche ai lavoratori che hanno iniziato l’attività prima del 1996. L’accesso sarebbe subordinato alla scelta del calcolo interamente contributivo e comporterebbe una spesa stimata in almeno 1,5 miliardi di euro ogni anno.


Giovani, il vantaggio sugli aumenti

Per sostenere occupazione e retribuzioni degli under 35 si studia una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti del reddito da lavoro ottenuti da un anno all’altro. L’obiettivo è rendere più conveniente la crescita salariale nella fase iniziale della carriera e ridurre il rischio che i giovani laureati lascino il Paese.

Il pacchetto potrebbe comprendere anche premi per le aziende che incrementano gli stipendi dei dipendenti più giovani e la proroga del Bonus giovani per le nuove assunzioni. Per queste misure servirebbe almeno 1 miliardo di euro all’anno. Tra le idee figura inoltre un libretto previdenziale aperto alla nascita con un primo versamento pubblico, destinato a essere alimentato in seguito dalla famiglia e, una volta iniziata l’attività lavorativa, dal titolare stesso.


Fisco, sconto concentrato sul ceto medio

L’intervento sull’Irpef allo studio punta a estendere l’aliquota del 33% ai redditi compresi tra 40mila e 50mila euro. Oggi, per questa fascia, si applica il 43%, mentre chi raggiunge almeno 50mila euro potrebbe ottenere un risparmio vicino a 1.000 euro l’anno.

La riduzione avrebbe tuttavia un impatto rilevante sui conti pubblici: la spesa è stimata nell’ordine di 3 miliardi di euro ogni anno. Anche questa proposta dovrà quindi essere confrontata con il costo degli altri capitoli della legge di Bilancio.

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Energia e casa cercano nuove risorse

La maggiore flessibilità prevista dalle regole europee potrebbe consentire all’Italia di destinare fondi aggiuntivi alla sicurezza e alla solidità del sistema energetico nel 2027 e nel 2028. Una parte delle risorse potrebbe essere indirizzata anche a interventi per ridurre i consumi di abitazioni e imprese.

Tra le ipotesi c’è il potenziamento dei bonus casa, che dal 2027 rischiano altrimenti di diminuire rispetto ai livelli attuali. Il rafforzamento degli incentivi avrebbe un valore stimato in circa 7 miliardi di euro aggiuntivi nell’arco di due anni.


Difesa e deficit, margine più stretto

Anche la difesa dovrebbe beneficiare di una quota significativa dello spazio finanziario disponibile, con circa 7 miliardi di euro in più nel biennio. L’esecutivo prevede però di utilizzare 1,2 punti di prodotto interno lordo tra il 2027 e il 2028, lasciando inutilizzato il limite massimo potenziale di 1,5 punti.

La scelta permetterebbe di aumentare gli investimenti senza far crescere ulteriormente il disavanzo e di mantenere gli impegni assunti con l’Unione europea e la Nato. Le previsioni indicano un deficit al 3,4% del prodotto interno lordo nel 2027, dopo il 3% del 2026, e al 3,2% nel 2028; nel 2029 il dato dovrebbe scendere al 2,3%. Giorgetti ha precisato che, esclusi gli effetti delle clausole legate a energia e difesa, il disavanzo resterebbe sotto la soglia europea del 3%.

Il Dpfp dà così avvio formale al percorso verso la Manovra 2027, ma la definizione delle misure è rinviata ai prossimi mesi. Entro il 31 dicembre il governo dovrà stabilire quali proposte confermare, ridimensionare o accantonare in base alle coperture effettivamente disponibili.

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