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Economia 2 min di lettura5 ore fa

Partite Iva, la libertà pesa più dei viaggi: il dato sorprendente

Gli autonomi apprezzano la possibilità di lavorare ovunque, ma nella pratica restano lontani da casa per periodi brevi e scelgono la meta senza grandi preferenze

«La libertà di poter partire quando si vuole, cambiare ambiente o organizzare il lavoro a modo proprio sembra contare, nei fatti, più di farlo davvero», osserva Enrico Mattiazzi, amministratore delegato di Fiscozen. La destinazione, del resto, non è decisiva per molti: il 36% degli intervistati si dichiara indifferente alla località, mentre il 31% preferisce il mare e il 18% la montagna.


La libertà vale più della partenza

L’idea di poter lavorare da un luogo diverso sembra quindi avere un peso maggiore rispetto all’effettivo trasferimento. «Puoi non partire mai o farlo solo pochi giorni all’anno ma sapere di poter lavorare da dove preferisci, se ne hai voglia o se ne hai bisogno, cambia il modo in cui vivi il tuo lavoro», aggiunge Mattiazzi.

Nonostante quasi un autonomo su due, il 49%, dichiari di voler aumentare gli spostamenti nel 2027, la mobilità concreta rimane limitata. Il 56% del campione lavora lontano da casa per un massimo di 4 settimane all’anno, mentre il 20% si assenta per un periodo compreso tra uno e due mesi.


Nomadi soltanto sulla carta

A trascorrere oltre 6 mesi fuori casa è appena il 14% dei partecipanti. Il ritratto del professionista sempre in viaggio, dunque, convive con abitudini molto più sedentarie e con permanenze fuori sede generalmente brevi.

Il quadro emerge da una ricerca realizzata da Fiscozen su 1.143 lavoratori autonomi attivi nei principali comparti. L’indagine descrive persone attratte dalla possibilità di gestire con maggiore autonomia tempi professionali e vita privata, più che da un’esistenza costantemente itinerante.

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Perché gli autonomi si spostano

Il 73% degli intervistati afferma di aver scelto la partita Iva proprio per ottenere una gestione più flessibile degli impegni lavorativi e personali. Per il 37%, questa libertà rappresenta un valore considerato irrinunciabile.

Cambiare scenario e recuperare energie in luoghi piacevoli è la motivazione indicata dal 28% del campione. Seguono il desiderio di conoscere posti nuovi, citato dal 25%, e l’opportunità di allungare una trasferta professionale per visitare territori e culture differenti, scelta dal 21%.


Equilibrio cercato, costi da gestire

Per quattro autonomi su dieci, il principale beneficio di questo stile organizzativo consiste nella possibilità di conciliare meglio attività lavorativa e vita personale. La flessibilità, quindi, viene valutata soprattutto per l’equilibrio che consente di costruire nella quotidianità.

Non mancano però gli ostacoli pratici. Tra i problemi più avvertiti compaiono la difficoltà di trovare connessioni affidabili e quella di pianificare gli spostamenti, diventati negli ultimi mesi più onerosi.

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