OAT francesi, la svolta di Neuberger: perché ora vede un’occasione
Dopo il forte aumento dello spread con i Bund, Patrick Barbe giudica più equilibrato il rapporto tra rischio e rendimento dei titoli francesi.
Il mercato obbligazionario offre opportunità anche fuori dall’Europa. Patrick Barbe, responsabile del reddito fisso europeo con elevato merito creditizio di Neuberger, considera interessanti le scadenze brevi di Stati Uniti e Regno Unito e vede valore nei bond a medio termine, sostenuti da un rischio più contenuto in una fase di debole attività economica.
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Rendimenti elevati, ma spazio selettivo
Secondo Barbe, le attese di un forte rialzo dei tassi ufficiali della BCE sono eccessive. Nel frattempo, i rendimenti dei Paesi centrali dell’area euro hanno raggiunto livelli che non si osservavano da quasi 20 anni, creando condizioni più favorevoli per alcune obbligazioni.
«Il profilo rischio/rendimento delle obbligazioni a medio termine è interessante, con un rischio contenuto a causa della debolezza dell’attività economica», ha spiegato Barbe. La sua valutazione si estende anche ai mercati extraeuropei, dove le emissioni a breve durata di Stati Uniti e Regno Unito vengono ritenute attraenti.
La Francia paga di più il debito
L’aumento generalizzato dei rendimenti ha modificato il quadro per gli Stati che devono rifinanziarsi. Chi colloca nuovo debito è costretto a riconoscere interessi maggiori, soprattutto quando ricorre con frequenza ai mercati e punta a mantenere elevato il volume dei prestiti.
La Francia si trova in una posizione particolarmente esposta: la spesa pubblica cresce da anni e il suo disavanzo è il più ampio dell’Eurozona. L’ampliamento del differenziale rispetto alla Germania rende quindi più oneroso il finanziamento, mentre il contesto attuale colpisce Parigi più duramente rispetto alle fasi caratterizzate da denaro meno costoso.
Spread OAT, perché cambia la strategia
Dall’inizio dell’anno, il divario tra i titoli francesi decennali OAT e i Bund tedeschi di pari durata è salito da 70 a 152 punti base. Per Neuberger, la velocità e l’ampiezza del movimento hanno portato il premio richiesto dal mercato a un livello eccessivo rispetto ai fondamentali economici e aziendali della Francia, al rating del Paese e allo stato di avanzamento delle emissioni.
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Il 92% del programma annuale di collocamento dei titoli pubblici francesi è già stato completato. Inoltre, le recenti elezioni del Senato hanno confermato il controllo della Camera alta da parte del centrodestra, elemento che secondo Barbe riduce il rischio di nuovi shock politici nell’immediato.
Bilancio e OAT, il nodo resta la spesa
Queste condizioni possono favorire un’intesa sul bilancio e contribuire ad attenuare la pressione sugli OAT. Un accordo sui conti pubblici ridurrebbe almeno in parte il premio per il rischio richiesto agli investitori, anche se la necessità di contenere la spesa rimane centrale.
Barbe osserva che in passato il problema del disavanzo era percepito con minore urgenza perché la Francia riusciva a finanziarsi facilmente a tassi ridotti. L’aumento degli interessi e il maggiore differenziale con la Germania hanno però reso più evidente, anche per i cittadini, la necessità di intervenire sulla spesa.
Da posizione corta a peso neutrale
Proprio il deterioramento già incorporato nei prezzi ha spinto Neuberger a rivedere l’esposizione sui titoli francesi. Nei mesi precedenti il gestore aveva mantenuto un orientamento nettamente ribassista in vista del voto sul bilancio pubblico atteso in autunno.
«Il recente sell-off ha raggiunto un livello tale da indurci a tornare a una posizione neutrale sugli OAT», ha dichiarato Barbe. La scelta non equivale a un giudizio positivo senza riserve sui conti francesi, ma riflette la valutazione secondo cui il mercato avrebbe già scontato una parte significativa dei rischi.
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