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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Licenziamenti e IA, la svolta: più tutele e risarcimenti per i cittadini

Le nuove regole italiane rafforzano i diritti di lavoratori e cittadini nell’uso dell’intelligenza artificiale, completando l’adeguamento alle norme europee.

L’intelligenza artificiale non potrà diventare l’unico arbitro di una decisione così delicata come il licenziamento. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni italiane, chi subisce conseguenze negative da un sistema di IA potrà inoltre contare su strumenti più efficaci per far valere le proprie ragioni.

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Il lavoro non finisce nelle mani dell’algoritmo

Un’impresa non potrà interrompere il rapporto con un dipendente basandosi soltanto sull’esito prodotto da un algoritmo. La decisione dovrà quindi mantenere un passaggio umano e non potrà essere affidata in via esclusiva a un sistema automatizzato.

La regola rientra nel quadro dei due decreti italiani che completano l’allineamento al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è rafforzare le garanzie per le persone quando l’IA viene utilizzata in ambito lavorativo.

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Più strumenti per chiedere i danni

Chi ritiene di aver subito un pregiudizio causato dall’intelligenza artificiale avrà maggiori possibilità di ottenere gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto. L’accesso alle prove può infatti essere decisivo per sostenere una richiesta di risarcimento.

Le nuove norme ampliano così le possibilità di tutela per chi subisce un danno collegato a un sistema di IA. Il cittadino potrà anche presentare un reclamo alle autorità competenti se ritiene che l’utilizzo della tecnologia abbia violato i propri diritti.

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