Moda, la logistica decide margini e vendite: la svolta è nello stock
Domanda instabile, acquisti su più canali e resi impongono una gestione capace di reagire rapidamente senza perdere valore commerciale.
Nella moda, il vero vantaggio non coincide più con la semplice rapidità delle consegne. La sfida consiste nel collocare ogni articolo nel canale più utile, nel momento opportuno e con la flessibilità necessaria per affrontare oscillazioni della domanda, cambiamenti produttivi e interruzioni delle rotte commerciali.
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Stock e resi diventano strategici
L’esperienza d’acquisto può partire dai social, passare dal sito del marchio e terminare in un negozio. Per sostenere questo percorso senza discontinuità, le aziende devono collegare in tempo reale disponibilità, ordini e distribuzione, così da capire dove si trova ogni prodotto e quale sia il punto migliore in cui renderlo acquistabile.
Secondo i dati Deloitte richiamati nell’analisi di settore, la Generazione Z mostra una propensione superiore del 29% agli acquisti con consegna in giornata tramite piattaforme social. Inoltre, oltre metà dei consumatori si aspetta un rapporto omogeneo tra smartphone, canali digitali e punto vendita. Una lettura unificata delle scorte aiuta quindi a limitare sia le vendite mancate sia l’eccesso di giacenze.
Anche il percorso inverso ha un peso crescente. Un capo restituito può essere controllato, sistemato e riproposto sul mercato prima che la stagionalità ne riduca l’attrattiva. Se la rivendita non è possibile, riparazione, riuso, riciclo e trasformazione creativa dei materiali possono allungare la vita del prodotto e contenere gli sprechi.
La rapidità deve reggere agli imprevisti
Il Fashion Industry Benchmarking Study 2026 indica che quasi l’89% dei marchi ha avvertito l’accelerazione dei cambiamenti di mercato, mentre più del 63% sta distribuendo la produzione in aree differenti. In questo scenario, ridurre i tempi di viaggio non è sufficiente: servono alternative praticabili quando una rotta perde convenienza, gli ordini crescono bruscamente o la fabbricazione cambia sede.
La continuità dipende dalla possibilità di combinare itinerari e modalità di trasporto diverse. Una consegna tardiva può compromettere la presenza di una collezione nel periodo commerciale più importante; al contrario, merce immobilizzata nei depositi genera costi e mette sotto pressione la redditività.
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Più del 65% dei marchi della moda e della distribuzione sta inoltre lavorando per distribuire il rischio lungo la catena di approvvigionamento. Per riuscirci non basta osservare i flussi: occorre poter spostare le scorte, correggere i percorsi e adeguare rapidamente i collegamenti alle nuove scelte produttive.
DSV punta sull’integrazione
In questo quadro si colloca DSV, gruppo internazionale attivo nei trasporti e nella logistica, con circa 150.000 collaboratori in oltre 90 Paesi. In Italia l’azienda conta circa 2.600 collaboratori, più di 30 filiali e 30 aree logistiche, per una superficie complessiva dei magazzini superiore a 800.000 metri quadrati.
La rete locale, unita alla presenza internazionale, consente di predisporre servizi dedicati alla moda e ai prodotti di alta gamma. L’offerta comprende trasporto, deposito, preparazione degli ordini e gestione degli articoli che arrivano alla fine del loro primo ciclo commerciale.
Gli strumenti digitali e le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale permettono di seguire ordini e movimentazioni, fornendo informazioni utili per intervenire con maggiore tempestività. Daniele Oggioni, Director, Fashion & Luxury, EMEA di DSV, sottolinea che la competitività dei marchi passa dalla capacità di adattare i piani senza sacrificare la puntualità, difendendo la redditività e il valore del prodotto durante tutte le fasi della filiera.
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