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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Quote Ets, la svolta per la ceramica: quasi 100 milioni in più

L’Eurocamera sostiene la revisione dei parametri per il periodo 2026-2030 e apre alla correzione delle penalizzazioni per i comparti più esposti.

La ceramica incassa un primo risultato nella revisione del sistema europeo Ets. Il Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale sui nuovi parametri relativi a calore e combustibili, con l’obiettivo di ampliare le quote gratuite destinate alle industrie tra il 2026 e il 2030. Il testo ha ottenuto 474 voti favorevoli, 82 contrari e 28 astensioni.

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Più quote per sostenere l’industria

La posizione dell’Eurocamera punta a utilizzare entro il 2030 tutte le quote ancora disponibili, stimate in 88 milioni. A questa dotazione potrebbero aggiungersi altri 11 milioni recuperati dagli impianti che non hanno rispettato i requisiti previsti dall’Ets, portando il potenziale sostegno aggiuntivo per le imprese vicino alla soglia dei 100 milioni di quote.

Gli eurodeputati chiedono inoltre di destinare una parte delle quote rimaste inutilizzate ai fondi europei: 11 milioni al Fondo per la modernizzazione e altrettanti al Fondo per l’innovazione. Il voto rappresenta però soltanto il primo passaggio: il mandato servirà ora a definire il confronto istituzionale sulla revisione dei parametri.


La ceramica chiede regole più mirate

Il testo approvato prevede la possibilità di creare parametri specifici per singoli comparti quando l’uso di un unico riferimento basato sui combustibili produce distorsioni rilevanti. I nuovi valori dovrebbero essere calcolati sulle prestazioni del 10% degli impianti più efficienti di ciascun settore. Tra le attività indicate come prioritarie figurano già i materiali refrattari e le piastrelle ceramiche.

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Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, ha definito il voto «un riconoscimento delle ragioni della ceramica» e ha sostenuto che l’applicazione di un solo parametro rischia di penalizzare un comparto difficile da decarbonizzare. Secondo Ciarrocchi, le aziende del settore hanno investito oltre 4,5 miliardi in dieci anni per tagliare le emissioni e il loro futuro dipenderà dalle decisioni politiche, non da un destino inevitabile di declino.


Un’azione condivisa con il governo

Il presidente di Confindustria Ceramica ha attribuito il risultato a un lavoro condotto insieme ai territori e al governo, sotto il coordinamento di Confindustria. Nel riconoscimento rivolto al presidente Emanuele Orsini, Ciarrocchi ha evidenziato la conoscenza diretta delle difficoltà della manifattura italiana e del distretto ceramico.

La revisione dei parametri era stata annunciata dalla Commissione europea lo scorso luglio. L’obiettivo del nuovo impianto è rendere più aderente l’assegnazione delle quote alle caratteristiche dei comparti industriali, soprattutto per quelli che affrontano costi elevati nel percorso di riduzione delle emissioni.

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