Riparazioni, la svolta è già realtà: cosa cambia per chi compra
Nuove regole per allungare la vita di elettrodomestici e dispositivi, con più obblighi per i produttori e nuove garanzie per i consumatori
Il mancato recupero di prodotti ancora utilizzabili produce ogni anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti in Europa. «Sono novità molto importanti, con effetti su consumatori, ambiente e produttori», ha osservato il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, richiamando anche i costi sociali e ambientali legati allo smaltimento anticipato.
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Una piattaforma per trovare assistenza
Il nuovo quadro sarà completato entro il 31 luglio 2027 da uno strumento digitale europeo. La piattaforma permetterà di individuare più facilmente tecnici e centri disponibili a intervenire, oltre ai venditori di beni ricondizionati.
L'obiettivo è rendere più semplice il percorso per chi preferisce recuperare un apparecchio invece di sostituirlo. Il servizio dovrebbe mettere in contatto la domanda dei consumatori con riparatori e operatori del mercato dell'usato garantito.
Produttori chiamati a intervenire
Le disposizioni riguardano lavatrici, aspirapolvere, telefoni cellulari e altri articoli che possono essere tecnicamente recuperati. Per gli acquisti effettuati dal 31 luglio 2026, il fabbricante deve occuparsi del guasto anche quando la garanzia legale è già terminata, purché il bene sia riparabile.
L'intervento dovrà avvenire senza costi oppure a una tariffa considerata ragionevole e in tempi adeguati. Se il produttore ha sede fuori dall'Unione europea, la responsabilità passa al rappresentante autorizzato presente nell'Unione o, in sua assenza, all'importatore.
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Preventivi chiari e garanzia più lunga
Prima dell'avvio dei lavori, il tecnico dovrà consegnare un modulo europeo con i dettagli essenziali: natura dell'intervento, durata prevista, corrispettivo richiesto ed eventuale disponibilità di un apparecchio sostitutivo. Le condizioni riportate resteranno valide per 30 giorni.
Quando la riparazione non è concretamente possibile, il fabbricante potrà proporre un prodotto ricondizionato. Sarà inoltre tenuto a garantire l'accesso a pezzi di ricambio e attrezzature a prezzi tali da non rendere sconveniente il recupero del bene.
Per un articolo ancora coperto dalla garanzia, il cliente manterrà la possibilità di scegliere tra sostituzione e riparazione. Se opterà per quest'ultima, il periodo di responsabilità del venditore aumenterà di 12 mesi a partire dalla riconsegna del prodotto riparato.
Le misure recepiscono in Italia la direttiva Ue 2024/1799 e puntano a frenare lo smaltimento prematuro degli oggetti funzionanti solo in parte, oltre a contrastare l'obsolescenza programmata. Il cosiddetto diritto alla riparazione diventa così operativo da oggi, con effetti anche sugli acquisti rientranti nella decorrenza fissata al 31 luglio 2026.
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