Fabbriche, la svolta degli agenti IA: ma 4 progetti su 10 rischiano lo stop
A Milano il World Manufacturing Forum riunisce 400 aziende e fotografa la corsa dell’industria tra automazione, costi e robot umanoidi.
Quattrocento aziende, 30 relatori internazionali e rappresentanti di 10 filiere produttive si confrontano a Milano sul futuro della manifattura. La due giorni coinvolge esperti provenienti da 21 Paesi e mette al centro l’impatto delle nuove tecnologie sui processi industriali.
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Milano diventa il laboratorio della manifattura
L’appuntamento si svolge a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, ed è promosso dalla World Manufacturing Foundation. Alla 14esima edizione del World Manufacturing Forum partecipano esponenti della politica strategica, manager, studiosi e innovatori tecnologici.
Il confronto punta a fornire alla comunità manifatturiera internazionale strumenti per interpretare i cambiamenti in corso e individuare le opportunità legate alle tecnologie emergenti. Tra i temi più rilevanti figurano l’intelligenza artificiale e la robotica applicata alla produzione.
L’intelligenza artificiale corre più dei risultati
Secondo il World Manufacturing Report 2026, oltre il 60% dei responsabili dell’industria manifatturiera nel mondo conta di introdurre agenti di intelligenza artificiale entro i prossimi due anni. Al momento, tuttavia, meno di un dirigente su cinque dichiara di aver già completato questo passaggio.
La previsione si accompagna a un’avvertenza sui costi. Una valutazione di Gartner indica infatti che più del 40% dei progetti basati su agenti autonomi potrebbe essere abbandonato entro la fine del 2027, soprattutto quando le spese aumentano senza produrre benefici sufficienti.
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Gli agenti autonomi sotto esame
Questi sistemi rappresentano un’evoluzione rispetto all’intelligenza artificiale generativa usata nei semplici chatbot. Sono progettati per organizzare attività, prendere decisioni operative e portare avanti piani con un livello maggiore di autonomia.
La loro diffusione nel comparto industriale appare quindi probabile, ma non scontata. La sostenibilità economica e la capacità di offrire un valore concreto saranno decisive per evitare che una parte consistente dei progetti venga cancellata.
I robot umanoidi entrano nelle fabbriche
Anche la robotica umanoide ha iniziato a trasformarsi da tecnologia sperimentale a prodotto commerciale. Per il 2025 le stime indicano una disponibilità compresa tra 13.300 e 16.000 unità, con oltre l’80% destinato alla Cina.
L’impiego prevalente non dovrebbe riguardare la costruzione di stabilimenti interamente automatizzati. I robot saranno utilizzati soprattutto all’interno di impianti produttivi già esistenti, con l’obiettivo di inserirli nei flussi di lavoro attuali.
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