Eurallumina, protesta a 60 metri: domani si decide il futuro della fabbrica
I lavoratori hanno occupato la sommità di un impianto a Portovesme alla vigilia del confronto ministeriale sulla crisi dello stabilimento, fermo dal 2009.
A Portovesme la vertenza Eurallumina torna a farsi evidente con un’azione ad alta quota: una delegazione di lavoratori ha raggiunto la sommità del forno di calcinazione statico numero 1, oltre 60 metri sopra il suolo. La protesta arriva alla vigilia dell’incontro convocato al Ministero, dal quale i dipendenti attendono indicazioni concrete sul destino dell’impianto.
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La protesta sale sopra la fabbrica
L’occupazione del forno è avvenuta mentre davanti ai cancelli si svolgevano il presidio e l’assemblea dei dipendenti. I lavoratori spiegano di aver scelto questa forma di mobilitazione per non assistere passivamente a decisioni che riguardano il futuro dello stabilimento e delle persone impiegate nella vertenza.
In una nota hanno chiesto di interrompere la serie di rinvii: «Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità». La richiesta minima legata al vertice è lo stanziamento immediato delle somme necessarie a garantire la gestione operativa dell’impianto fino alla fine dell’anno e, se occorrerà, per tutto il periodo indispensabile a individuare una soluzione definitiva.
Debiti e fondi ancora bloccati
Eurallumina è controllata dalla società russa Rusal e rappresenta il primo passaggio della filiera dell’alluminio. Il sito industriale sardo non è operativo dal 2009 e oggi presenta un’esposizione debitoria pari a 1 milione di euro, mentre le risorse finanziarie legate alla proprietà risultano congelate dalle autorità nel quadro delle sanzioni imposte alla Russia.
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Secondo quanto denunciano organizzazioni sindacali e lavoratori, da circa un anno Rusal non versa più gli oltre 2 milioni di euro mensili che servivano a sostenere lo stabilimento. Anche gli interventi economici attesi dallo Stato, sempre secondo la loro ricostruzione, non sarebbero arrivati; nel frattempo il passivo continua a crescere.
Il vertice atteso al Ministero
La riunione prevista per domani dovrebbe affrontare proprio la continuità dello stabilimento e le risorse necessarie a mantenerne la struttura operativa. Per i lavoratori, il nuovo confronto non può limitarsi a un ulteriore rinvio, ma deve indicare tempi e strumenti per superare l’emergenza finanziaria.
La delegazione salita sul forno ha inoltre ricordato che si tratta di un ritorno in quota a quasi un anno di distanza da una precedente iniziativa analoga. «Ritrovarci quassù quasi un anno dopo è la prova più evidente di quanto poco sia cambiato», hanno affermato, mentre i colleghi rimasti al presidio dei cancelli continuano a sostenere la mobilitazione.
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