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Economia 5 min di lettura56 min fa

Noleggio, quasi un veicolo su tre: 443.728 targhe in nove mesi

Il comparto cresce del 5,9% da gennaio a settembre, sostenuto dal breve termine e da una maggiore presenza di modelli ibridi.

Il noleggio si avvicina a rappresentare un veicolo su tre immatricolato in Italia. Nei primi nove mesi del 2026 il comparto ha raggiunto 443.728 targhe, 25.000 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento del 5,9%. La sua incidenza sul mercato nazionale è così salita al 31,6%.

Il risultato arriva nonostante un terzo trimestre caratterizzato da una crescita più contenuta. Tra luglio e settembre sono stati immatricolati 98.682 veicoli a noleggio, il 3,1% in più su base annua. L’analisi realizzata da Aniasa e Dataforce mette in evidenza una dinamica molto diversa tra breve e lungo termine.


La quota resta vicina a un terzo

Nel trimestre il noleggio ha pesato per il 26,6% sulle immatricolazioni complessive. La percentuale è stata del 25% considerando soltanto le autovetture, mentre ha raggiunto il 40,9% nel comparto dei veicoli commerciali leggeri.

Il canale non ha perso volumi: la sua quota relativa è diminuita soltanto perché privati e auto-immatricolazioni hanno registrato aumenti più marcati. Nel cumulato annuale, invece, l’incidenza del noleggio è arrivata al 31,6%, confermando il ruolo ormai strutturale del settore nella distribuzione automobilistica.


Il breve termine traina il trimestre

La spinta principale è arrivata dal noleggio a breve termine, cresciuto del 29% tra luglio e settembre. Il segmento ha aggiunto quasi 4.000 targhe, tutte riferite alle automobili, mentre le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri sono rimaste stabili.

Il lungo termine ha mantenuto sostanzialmente i livelli del 2025, con una variazione del -0,8%. Nel dettaglio, ha registrato circa 2.000 automobili in più, ma quasi 3.000 mezzi da lavoro in meno. Da gennaio a settembre il breve termine ha totalizzato 130.000 unità, 35.000 oltre il dato del 2025 e 37.000 sopra quello del 2024, con una crescita del 36,5%. Il lungo termine, invece, si è fermato a circa 313.000 veicoli, 10.000 in meno rispetto allo scorso anno.

Il confronto con il 2025 deve però tenere conto della forte espansione registrata allora dal lungo termine, sostenuta soprattutto dalle società collegate ai costruttori e dal bando Consip. Per questo, secondo l’analisi, il lieve arretramento del 2026 non rappresenta necessariamente un segnale negativo.


Elettrificazione avanti, ma non ovunque

Nel terzo trimestre è proseguito lo spostamento verso alimentazioni più efficienti, soprattutto tra le automobili. Le ibride ricaricabili sono aumentate del 37% nel lungo termine e del 72% nel breve, mentre le ibride non ricaricabili sono salite del 13% nel lungo termine e hanno raddoppiato le immatricolazioni nel breve.

Tra i veicoli commerciali leggeri, il calo del diesel nel lungo termine è stato del 22,8% e ha trovato una compensazione parziale nell’incremento delle ibride. Nel breve termine, tuttavia, la tendenza è stata opposta: i veicoli commerciali a gasolio sono cresciuti del 16,3%, mentre tutte le altre alimentazioni hanno segnato una flessione.

Le auto completamente elettriche hanno registrato aumenti inferiori a quelli del mercato generale: +21,2% nel lungo termine e +27,1% nel breve, contro il +70% dell’intero mercato nel 2026. Per i veicoli commerciali leggeri, invece, le immatricolazioni elettriche sono diminuite del 5,6% nel lungo termine e del 53,4% nel breve.

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Resta marcata la riduzione del diesel tra le vetture del lungo termine, in calo del 34,5%. Nonostante ciò, le auto a gasolio hanno rappresentato il 18,1% delle immatricolazioni del comparto nel trimestre, una quota superiore all’11,5% raggiunto dal diesel sull’intero mercato nazionale nell’anno.


Panda torna regina del lungo termine

Nel lungo termine la Fiat Panda ha riconquistato il primo posto tra i modelli più immatricolati nel periodo luglio-settembre, con 4.864 unità e una crescita del 59%. La vettura mantiene la leadership anche nel bilancio dei primi nove mesi, quando si è avvicinata a quota 15.000.

La Peugeot 3008 è salita in seconda posizione grazie a un aumento del 119,8%, particolarmente evidente nel mese di settembre. La Volkswagen Tiguan è scesa al terzo posto con una flessione del 15,1%, davanti a BYD Seal U, in crescita del 45,2%, e BMW X1, arretrata del 27,4%.

Tra i veicoli commerciali leggeri, il Fiat Doblò è rimasto il modello più noleggiato, pur con un calo del 56,6%. Il Fiat Scudo ha conquistato la seconda posizione aumentando le targhe dell’86,5%, mentre il Fiat Ducato è arrivato terzo con una diminuzione del 45,9%. Seguono Ford Transit (-20,1%) e Ford Transit Custom (-9,4%).

Nel breve termine, la graduatoria delle automobili del trimestre è stata guidata da BYD Seal U, salita del 31,1%. MG ZS ha occupato il secondo posto con un incremento del 150,2%, seguita da MG 3, quasi decuplicata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quinta Audi A3, che ha segnato +148,6%. Nel cumulato da gennaio a settembre, il primato è invece andato a BYD Atto 2. Per i veicoli commerciali leggeri, il Fiat Scudo ha conquistato la vetta, moltiplicando per sei le nuove targhe.


Aniasa chiede regole più stabili

Italo Folonari, presidente di Aniasa, ha sottolineato che i dati confermano il contributo del noleggio alla mobilità di imprese, professionisti, cittadini e turisti. Secondo l’associazione, però, il settore rischia di essere rallentato dall’aumento degli obblighi normativi, dalle modifiche ai benefit aziendali e dalle nuove complessità legate a imposta provinciale di trascrizione, bollo e multe non pagate da clienti stranieri.

Folonari ha inoltre richiamato il ruolo delle flotte a noleggio nella transizione ecologica: la loro età media è di circa 4 anni, contro gli oltre 11 anni del parco circolante nazionale. A suo giudizio, l’incertezza sulle regole rende più difficile pianificare gli investimenti e può indebolire anche il contributo del comparto al turismo.

«Servono stabilità, certezza delle regole e una visione di medio-lungo periodo», ha affermato il presidente. Aniasa chiede quindi un percorso di semplificazione e un quadro normativo unico, con meno sovrapposizioni e adempimenti, riconoscendo al noleggio un ruolo strategico per il Paese.

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