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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Crescita globale, il rischio arriva da energia e IA

Lo scenario di Generali Investments vede Stati Uniti ed Eurozona ancora resilienti, ma segnala incognite per Cina, inflazione, debito e tensioni geopolitiche

Il progressivo distacco economico tra Cina e Stati Uniti è destinato a continuare, mentre il settore immobiliare cinese continua a indebolire fiducia e consumi. Anche la tregua commerciale tra Pechino e Washington rimane fragile, aggiungendo incertezza a uno scenario internazionale già esposto alle tensioni energetiche.


La Cina resta il punto debole

La domanda interna cinese non mostra ancora una ripresa sufficiente e mantiene l’economia su un sentiero di rallentamento. Le esportazioni e il comparto tecnologico garantiscono una tenuta parziale, ma l’obiettivo di crescita del 4,5% appare esposto a rischi crescenti.

Le autorità stanno intervenendo con misure selettive, senza varare per ora un grande piano di sostegno fiscale. L’intelligenza artificiale continua invece a spingere investimenti e scambi internazionali, con effetti favorevoli soprattutto sui produttori asiatici di semiconduttori.


Stati Uniti ancora sostenuti dagli investimenti

Negli USA il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare del 2,2% quest’anno e del 2,3% nel prossimo. La domanda interna conserva una buona solidità, mentre gli investimenti legati all’IA e il sostegno dei conti pubblici contribuiscono a mantenere robusta l’espansione; i consumi, tuttavia, potrebbero perdere vigore.

Proprio la corsa agli investimenti tecnologici rappresenta uno dei possibili punti di fragilità, insieme alla persistenza dell’inflazione. A questo si aggiunge il rischio politico: le elezioni di metà mandato potrebbero produrre un Congresso diviso e riaccendere lo scontro sul limite del debito, mentre il disavanzo pubblico è previsto al 6% del PIL alla fine del 2026.


Eurozona oltre le attese

L’area dell’euro sta dimostrando una resistenza superiore alle previsioni iniziali, anche davanti all’aumento dei costi energetici. A sostenerla sono l’espansione del credito, la tenuta dell’occupazione, il risparmio ancora elevato delle famiglie e l’impulso fiscale proveniente dalla Germania.

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Le nuove stime indicano una crescita dell’1,0% nel 2026, rivista al rialzo, e dell’1,2% nel 2027. Il quadro dei rischi resta nel complesso bilanciato, con una lieve prevalenza degli elementi favorevoli.


Tassi più alti nello scenario base

Secondo Thomas Hempell, responsabile della ricerca macroeconomica e di mercato di Generali Investments, la solidità dell’attività economica e le pressioni sui prezzi potrebbero spingere BCE e Fed verso due nuovi aumenti dei tassi, forse già a partire da ottobre. Per la BCE, il livello attuale del 2,50% potrebbe salire fino al 3,0% tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

I mercati si attendono anche altri due rialzi nel 2027, ma Generali Investments considera questa ipotesi troppo aggressiva. Nel suo scenario centrale, il conflitto nel Golfo prosegue a lungo senza trasformarsi in un’escalation; i flussi energetici tornano gradualmente alla normalità nel 2027.


Tre minacce per la ripresa

L’analisi individua tre rischi principali per lo scenario: un aggravamento delle tensioni in Medio Oriente con conseguenze sulle forniture di energia, un brusco incremento dei rendimenti obbligazionari e risultati deludenti dagli investimenti nell’IA.

Nonostante questi elementi di cautela, la valutazione complessiva resta orientata verso una crescita mondiale ancora solida nei prossimi mesi. La tenuta degli investimenti negli Stati Uniti e la vicinanza dell’Eurozona al proprio potenziale dovrebbero compensare almeno in parte la debolezza della Cina.

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