Mps, doppio ostacolo per Siena: Norges vota no e l’Antitrust vigila
Il fondo norvegese annuncia il voto contrario alle principali operazioni all’ordine del giorno, mentre l’Autorità valuta vincoli per l’operazione Intesa-Mps
L’operazione su Mps si avvicina all’assemblea del 29 ottobre tra opposizioni degli investitori e possibili condizioni regolamentari. Da una parte, Norges ha già comunicato che respingerà le principali proposte del gruppo senese; dall’altra, l’Antitrust considera necessarie misure per impedire a Intesa Sanpaolo di esercitare un’influenza su Generali attraverso l’acquisizione di Mps.
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L’Antitrust mette paletti a Intesa
Il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Saverio Valentino, ha spiegato che la quota indiretta in Generali ottenuta da Intesa Sanpaolo dovrà restare un semplice investimento finanziario. L’obiettivo è evitare che la società nata dall’operazione possa condizionare le decisioni della compagnia assicurativa.
Valentino ha indicato come probabili interventi di tipo comportamentale, cioè limitazioni alle modalità con cui il nuovo gruppo potrà agire. Nelle aree in cui esistono sovrapposizioni rilevanti tra le attività delle società, però, l’Autorità ritiene che la cessione di sportelli possa diventare indispensabile. Le misure strutturali, a differenza di quelle comportamentali, intervengono direttamente sugli asset del gruppo.
L’accordo tra Intesa Sanpaolo e Unipol prevede già il trasferimento del marchio Mps e di 635 filiali. Di queste, 445 sono state individuate in modo definitivo e non rientrano più nell’analisi dell’Autorità; per le altre 190 la selezione resta provvisoria e potrebbe cambiare per risolvere le sovrapposizioni nei singoli territori.
Norges prepara una bocciatura ampia
Nel frattempo, il fondo sovrano norvegese Norges, azionista di Mps con una partecipazione vicina al 3%, si prepara a votare contro numerosi punti dell’assemblea convocata a Siena. La sua posizione riguarda sia le iniziative di crescita promosse dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio sia il progetto di integrazione con Mediobanca.
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Il no dovrebbe estendersi alle offerte pubbliche di scambio su BancoBpm e Banca Generali, alla distribuzione di un dividendo straordinario legato a Generali e alla fusione tra Mps e Mediobanca. Norges respingerà inoltre la scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba e l’operazione collegata a Premier.
Il fondo ha motivato la scelta richiamando la necessità che acquisizioni e fusioni producano valore per gli azionisti, siano accompagnate da informazioni sufficienti e garantiscano parità di trattamento, senza conflitti d’interesse evitabili: «Le fusioni, le acquisizioni e le altre operazioni societarie dovrebbero massimizzare i rendimenti per gli azionisti».
Il voto appare sempre più segnato
La posizione di Norges si aggiunge a quella già annunciata da altri grandi soci, tra cui Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, contrari alle operazioni promosse da Mps. Per questo, alla vigilia dell’assemblea, la bocciatura delle offerte su BancoBpm e Banca Generali appare largamente attesa.
L’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps sembra quindi avere un percorso più agevole sul fronte delle controproposte senesi, ma resta esposta all’esame dell’Antitrust. Carlo Messina ha assicurato che Generali manterrà un’indipendenza «assoluta» e ha ribadito la fiducia nel lavoro dell’Autorità, chiamata ora a definire i correttivi necessari.
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