Generali-Intesa, il nodo Antitrust: cosa può cambiare
La Fondazione Mps sostiene Lovaglio in vista del 29, mentre l’Antitrust valuta correttivi per impedire a Intesa Sanpaolo di condizionare Generali.
La Fondazione Mps conferma il sostegno a Luigi Lovaglio in vista dell’assemblea del 29. L’istituto senese, però, non esclude scenari alternativi: se il piano dell’amministratore delegato non dovesse ottenere l’approvazione, potrebbero essere esaminate altre proposte.
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A Siena il voto resta decisivo
La posizione della Fondazione Mps è stata sintetizzata così: «Bene Lovaglio, se non passa il suo piano valuteremo altre proposte». Il messaggio mantiene quindi aperta la partita in vista dell’appuntamento assembleare, senza legare ogni scelta futura all’esito già previsto.
Il sostegno all’attuale vertice resta il punto di partenza, ma la Fondazione sembra prepararsi anche a un possibile cambio di scenario. La decisione del 29 sarà dunque centrale per definire i passaggi successivi a Siena.
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L’Antitrust guarda ai rapporti societari
Sul fronte delle partecipazioni, il presidente dell’Antitrust Valentino ritiene necessari correttivi per evitare che Intesa Sanpaolo possa esercitare un’influenza su Generali. L’obiettivo indicato è fare in modo che la presenza azionaria rimanga separata dalle decisioni e dalla gestione della compagnia assicurativa.
Valentino auspica che «la partecipazione resti un investimento puramente finanziario». Tra le ipotesi allo studio figura anche una limitazione dei flussi informativi, così da ridurre il rischio che la partecipazione si traduca in un peso sulle scelte di Generali.
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