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Economia 2 min di lettura23 set

Mirafiori, altri due stop per la Fiat 500: cresce la tensione sui tempi

Lo stop del 24 e 25 settembre riguarda il reparto 500 e si aggiunge a una fase già segnata da nuove fermate e cassa integrazione in arrivo a ottobre.

Alla vigilia di un nuovo blocco produttivo, a Mirafiori torna a salire la preoccupazione dei sindacati. La Fiat 500 si fermerà giovedì 24 e venerdì 25 settembre per la mancanza di motori, mentre sullo sfondo resta anche la cassa integrazione ordinaria già annunciata per due settimane, dal 19 al 30 ottobre.


La fermata tocca il reparto 500

La comunicazione è arrivata da Stellantis ai rappresentanti sindacali e riguarda le Carrozzerie di Mirafiori. Le due giornate di arresto saranno gestite con la formula del “senza lavoro con recupero produttivo”, una soluzione che consente di compensare in seguito le ore non lavorate.

Fim-Cisl e Uilm hanno riferito che il provvedimento interesserà gli addetti del reparto 500. Per i lavoratori delle ex Mascherine, invece, scatterà il contratto di solidarietà. Tutti gli altri settori dell’area produttiva, stando a quanto comunicato, proseguiranno l’attività normalmente.


Un’altra settimana difficile per Mirafiori

Le nuove soste si inseriscono in una sequenza di interruzioni che nelle ultime settimane ha già colpito lo stabilimento torinese. Il quadro, per i sindacati, è reso ancora più delicato dall’annuncio di due settimane di cassa integrazione ordinaria previste nella seconda metà di ottobre.

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Rocco Cutrì e Igor Albera, della Fim-Cisl Torino e Canavese, chiedono per questo un confronto urgente con l’azienda. Secondo i due rappresentanti, servono chiarimenti rapidi sulla situazione industriale dello stabilimento. “Sempre più urgente un incontro di chiarimento con i vertici aziendali”, hanno affermato, aggiungendo: “Di questo passo non si arriva al 2030. Servono spiegazioni e informazioni”.


I sindacati chiedono risposte

La preoccupazione, nelle parole dei sindacati, non riguarda solo i due giorni di stop già fissati, ma l’andamento complessivo della produzione a Mirafiori. Le fermate ripetute vengono lette come un segnale di difficoltà che rischia di prolungarsi nel tempo.

Per questo Fim-Cisl e Uilm insistono sulla necessità di un incontro con i vertici Stellantis. L’obiettivo è ottenere indicazioni più precise sul futuro delle Carrozzerie e sulle prospettive dei diversi reparti coinvolti, a partire proprio da quello della Fiat 500.

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