Bf, conti in accelerazione ma debito in salita: pesa il gruppo Martini
La semestrale di Bf fotografa ricavi produttivi e redditività in forte aumento, mentre l’indebitamento cresce dopo l’acquisizione conclusa a giugno.
L’indebitamento finanziario netto di Bf ha raggiunto 565 milioni di euro al 30 giugno 2026, contro gli 82 milioni registrati a fine 2025. L’incremento è legato soprattutto all’acquisto del gruppo Martini, operazione dal valore di circa 201 milioni perfezionata a giugno, oltre che alla stagionalità delle attività di Cai e delle controllate internazionali.
Il debito incorpora anche gli affitti
Nel dato complessivo rientrano 63 milioni di euro connessi alla rilevazione contabile dei contratti di locazione, in prevalenza relativi a immobili. La variazione della posizione finanziaria rispetto alla chiusura dell’esercizio precedente va quindi letta insieme all’ampliamento del perimetro societario e all’andamento stagionale delle diverse aree operative.
L’operazione Martini rappresenta il principale elemento straordinario che ha inciso sulla struttura finanziaria del gruppo nella prima metà dell’anno. A questo si sono aggiunti i normali fabbisogni legati al ciclo delle attività gestite da Cai e dal comparto internazionale.
Ricavi e margini cambiano passo
Sul fronte economico, Bf ha chiuso il periodo con un valore della produzione di 1,2 miliardi di euro. Il dato supera del 43% gli 852 milioni conseguiti nello stesso arco del 2025, mentre l’Ebitda è salito a 97 milioni, dagli 53 milioni dell’anno precedente, con un progresso dell’80%.
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Ancora più marcata la crescita del risultato netto: l’utile si è attestato a 24 milioni di euro, rispetto ai 2 milioni messi a segno nel primo semestre 2025. Secondo la società, l’evoluzione riflette sia il cambiamento delle società incluse nel consolidamento sia i benefici derivanti dall’integrazione delle partecipate.
La semestrale passa dal consiglio
I risultati sono stati esaminati e approvati dal consiglio di amministrazione di Bf Spa, la holding di Bonifiche Ferraresi, guidata dal presidente Federico Vecchioni. La società opera nella filiera agroindustriale e ha inserito nella propria fotografia semestrale anche gli effetti dell’ingresso del gruppo Martini.
La crescita riportata nei conti, ha spiegato Bf, è dunque riconducibile all’ampliamento del perimetro di consolidamento e al processo di integrazione con le società partecipate. Il bilancio al 30 giugno 2026 combina così un forte miglioramento della redditività con una posizione finanziaria più esposta rispetto alla fine del 2025.
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