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Economia 1 min di lettura2 ott

Petrolio, nuova frenata: il Brent scende sotto i 100 dollari

Il greggio perde terreno sui mercati mentre prende forza l’ipotesi di un utilizzo delle riserve strategiche europee contro il caro-carburanti.

Il mercato del petrolio continua a muoversi al ribasso, con entrambe le principali quotazioni internazionali in calo. Il Brent è sceso a 99,2 dollari al barile, mentre il Wti ha registrato una perdita più marcata, arrivando a 89 dollari.


Il Brent torna sotto quota 100

Il riferimento europeo ha lasciato sul terreno il 3%, riportandosi al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari al barile. La contrazione conferma la fase negativa già avviata nelle precedenti sedute.

Sul mercato statunitense, il Wti ha fatto peggio: la flessione del 4% lo ha spinto sotto i 90 dollari, fino a quota 89. Le due quotazioni procedono quindi nella stessa direzione, seppure con intensità diversa.

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Riserve strategiche nel dibattito

Tra le ipotesi che stanno alimentando la discesa del greggio c’è quella di un possibile ricorso alle riserve strategiche da parte di alcuni Paesi europei. L’obiettivo sarebbe contenere la forte crescita dei prezzi dei carburanti.

Le indiscrezioni su queste discussioni hanno contribuito a rafforzare le vendite sul petrolio. Al momento, il quadro riguarda l’eventualità di un intervento coordinato per attenuare l’impatto del caro-energia.

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