Bff, la prima mossa non basta: Sica punta su capitale e dividendi
La cessione di 127 milioni di crediti rafforza la banca, ma il futuro resta legato al derisking, al rifinanziamento del debito e a nuove operazioni strategiche.
Per Bff Bank la vendita dei crediti scaduti rappresenta un risultato concreto, ma non chiude la partita. Giuseppe Sica, amministratore delegato da poco più di sei mesi, considera l’operazione soltanto l’avvio di un percorso più ampio: rafforzare il patrimonio, assicurare la continuità aziendale e tornare a distribuire dividendi.
Il consiglio di amministrazione sta intanto esaminando diverse manifestazioni d’interesse, tutte ancora preliminari. Tra i nomi circolati figurano Amco, Bper, CF+, Cerberus, Sella e forse Banco Bpm; alcuni soggetti sarebbero interessati soltanto a una parte delle attività della banca.
Il primo risultato non chiude la partita
L’accordo appena approvato riguarda un portafoglio di crediti scaduti vantati verso la Pubblica amministrazione in Italia e Spagna, per un valore contabile vicino a 127 milioni di euro. L’acquirente è un fondo d’investimento, che si è impegnato a valutare anche future cessioni di portafogli analoghi.
Secondo Sica, la transazione consente di vendere i crediti verso enti italiani in dissesto e di valorizzare a un prezzo lievemente superiore ai valori di bilancio gli interessi di mora maturati in Spagna. L’intervento dovrebbe inoltre riportare i crediti scaduti spagnoli su livelli vicini a quelli precedenti alla riclassificazione disposta dalla Banca d’Italia a marzo, che aveva fatto salire l’indicatore a circa dieci volte il dato storico.
L’operazione libererà in prospettiva più di 60 milioni di euro di capitale. Sommando questo effetto ai risultati dell’operazione sui BTp realizzata a luglio, Bff indica una creazione di capitale superiore a 100 milioni di euro.
Il capitale resta la vera sfida
Il miglioramento, tuttavia, non elimina le pressioni legate al calendar provisioning e agli esercizi 2027 e 2028. «Il nostro obiettivo non può essere solo di rispettare i ratio di Vigilanza per i prossimi sei anni», ha spiegato Sica, sottolineando la necessità di mantenere livelli patrimoniali molto più elevati dei minimi regolamentari e di garantire la distribuzione delle cedole.
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La banca dovrà anche rifinanziare 450 milioni di euro di debito entro aprile del prossimo anno. Gli investitori istituzionali incontrati dal manager, ha riferito lo stesso Sica, chiedono di accelerare il processo di riduzione dei rischi, così da rendere più agevole l’accesso al mercato obbligazionario.
Le offerte non sono definitive
Sul possibile cambio negli assetti o nella struttura del gruppo, il consiglio non ha ancora assunto decisioni. «La banca ha ricevuto diverse offerte, non vincolanti, e il cda sta continuando ad esaminarle», ha precisato Sica, ricordando che ogni proposta resta subordinata a verifiche e condizioni.
Nel confronto con gli azionisti è emersa anche la richiesta di non vendere a sconto le sofferenze presenti in portafoglio. La direzione, ha chiarito l’amministratore delegato, sta ascoltando sia gli investitori sia i potenziali acquirenti, ma deve soprattutto tutelare la continuità operativa dell’istituto.
Tra le opzioni allo studio rimane una cartolarizzazione da circa 1,2 miliardi di euro. L’operazione sarà valutata se emergerà un interesse concreto dalle controparti e avrebbe l’obiettivo di rafforzare ulteriormente Bff senza compromettere la redditività delle attività. «Abbiamo fatto meglio perché, senza cedere nulla, abbiamo creato capitale mantenendo la redditività di quel business», ha detto Sica, riferendosi alla cessione appena conclusa.
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