Milano, la sfida dell’IA: così l’industria può tornare a crescere
All’assemblea di Assolombarda, Alvise Biffi indica nella produttività e nella manifattura digitale la leva per aumentare salari, investimenti e competitività del Paese
La crescita italiana passa ancora dalla fabbrica, ma non può limitarsi a difendere ciò che già esiste. Dall’assemblea annuale di Assolombarda arriva una proposta precisa: fare di Milano il luogo in cui costruire la «Fabbrica dell’Intelligenza Artificiale», collegando innovazione, manifattura e rilancio della produttività.
All’incontro hanno partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. L’associazione milanese, che riunisce oltre 7mila imprese ed è la prima organizzazione territoriale di Confindustria, ha scelto di concentrare il confronto sulle opportunità concrete invece che sulle consuete critiche a Europa, burocrazia, fisco e funzionamento del sistema-Paese.
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L’industria resta il punto decisivo
Per Alvise Biffi, un’Italia priva di industria non rappresenta uno scenario realistico: la manifattura continua a sostenere occupazione, ricchezza e capacità di innovare. Il problema centrale, però, è trasformare questo patrimonio in una spinta più forte alla crescita.
Nel corso della relazione è stato ricordato che il prodotto interno lordo italiano mostra segnali di miglioramento, con un aumento nell’ordine di un punto percentuale. Il confronto con Stati Uniti, Mercosur ed Emirati Arabi Uniti, osservato anche durante le missioni all’estero, evidenzia tuttavia valori che possono arrivare al doppio. «Quello che facciamo è ancora troppo poco e non possiamo abituarci», ha sottolineato Biffi davanti agli imprenditori.
La produttività come priorità nazionale
La strada indicata dall’associazione parte dall’adozione delle nuove tecnologie e dalla capacità di portarle dentro le imprese. L’intelligenza artificiale viene presentata come uno strumento per rendere più efficiente il sistema produttivo e per valorizzare il saper fare italiano, non come un elemento separato dall’economia reale.
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Secondo Biffi, la costruzione a Milano di una «Fabbrica dell’Intelligenza Artificiale» potrebbe diventare un’infrastruttura decisiva per questa trasformazione. L’obiettivo è accelerare la produttività, generare benessere più diffuso e creare le condizioni per una crescita dei salari.
Dal ripensamento alla crescita
L’impostazione segna un cambio di passo rispetto al messaggio dello scorso anno, quando l’attenzione era concentrata sulla necessità di ripensare l’industria. Ora, nella lettura proposta all’assemblea, occorre passare dalla riflessione alla fase di sviluppo, individuando iniziative capaci di produrre risultati.
Il rilancio della produttività viene così indicato come il principale tema della politica industriale contemporanea. Per Biffi, è questa la leva che può unire innovazione, investimenti, lavoro e competitività, riportando la manifattura al centro delle prospettive economiche del Paese.
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