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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Milano accelera con le banche: il petrolio allenta la tensione

Piazza Affari chiude a +0,87% insieme alle principali Borse europee, mentre rendimenti più stabili e greggio in discesa sostengono gli acquisti

Il quadro internazionale più disteso ha favorito gli acquisti sui listini europei, con il calo del greggio e la discesa dei rendimenti obbligazionari a ridurre la pressione sugli investitori. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato la seduta con un progresso dello 0,87%, in una giornata ancora dominata dai movimenti del comparto bancario.


Le banche spingono Piazza Affari

Il rialzo più marcato tra i principali titoli è stato quello di Mps, salito del 2,34%. Intesa Sanpaolo ha guadagnato l'1,2%, Bper l'1,5%, Banco Bpm lo 0,1%, Banca Generali lo 0,6% e Generali lo 0,6%: il possibile riassetto del settore continua quindi a catalizzare l'attenzione del mercato.

In evidenza anche Inwit, che ha chiuso con un balzo del 3,5%, mentre Poste Italiane ha aggiunto lo 0,8%. Sul fronte opposto, Tim ha accusato una flessione del 3,6%. Tra le società a minore capitalizzazione, Fidia ha registrato un'impennata del 35%; Recordati, invece, è salita dell'1,7%, portandosi in linea con la nuova proposta fissata a 53 euro.


Petrolio e tassi cambiano il clima

Il Brent è sceso a 99,24 dollari al barile. L'incremento delle esportazioni mediorientali e la riduzione dei prezzi annunciata dall'Arabia Saudita hanno alimentato l'idea di un mercato dell'energia meno sotto pressione.

Contemporaneamente, i titoli di Stato europei hanno vissuto una seduta positiva, con la Francia in testa dopo alcuni indicatori economici deludenti e la proposta di Marine Le Pen di riportare il disavanzo francese sotto il 3% del Pil entro il 2032. Un analista ha osservato: «Il petrolio resta su livelli contenuti e i tassi stanno trovando stabilità».

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Europa positiva, Madrid guarda al voto

Il miglioramento del clima sui mercati ha accompagnato la convinzione che le banche centrali possano avere meno necessità di aumentare rapidamente i tassi, purché la crescita continui a essere considerata robusta. Londra ha chiuso in progresso dello 0,4%, Parigi dello 0,42% e Francoforte dello 0,77%.

Madrid ha guadagnato lo 0,6%, senza risentire in modo evidente delle elezioni anticipate. Secondo un analista, «i fondamentali della Spagna sono solidi e la politica nazionale incide di rado in modo decisivo sugli spread».


Energia e difesa sotto pressione

La seduta milanese ha penalizzato soprattutto i titoli legati all'energia: Eni ha perso l'1,16%, Saipem l'1,7% e Tenaris il 2,8%. La debolezza si è estesa anche al comparto della difesa.

Leonardo ha lasciato sul terreno il 2,2%, mentre Fincantieri ha ceduto il 3,55%. Il rialzo dell'indice è stato quindi sostenuto soprattutto da banche, infrastrutture e alcuni titoli specifici, nonostante le perdite registrate dai comparti energetico e industriale.

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