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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Google, stop ai rifiuti senza spiegazioni: cosa cambia online

Il Tribunale di Milano riconosce agli utenti la possibilità di presentare prove e ottenere motivazioni puntuali quando la richiesta viene respinta.

Un rifiuto alla rimozione di un risultato dai motori di ricerca non potrà più essere comunicato in modo generico. Google dovrà valutare le ragioni dell’utente e chiarire con precisione, in relazione al singolo caso, perché decide di mantenere online l’indicizzazione.


Più spazio alla documentazione

Chi chiede di tutelare il proprio diritto all’oblio potrà accompagnare l’istanza con documenti utili a sostenerla. La documentazione diventa così parte integrante della procedura e dovrà essere presa in considerazione dal motore di ricerca.

L’utente non sarà quindi limitato a una richiesta priva di elementi di supporto. Le prove presentate serviranno a illustrare la situazione concreta sulla quale Google è chiamata a decidere.

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Rifiuti motivati caso per caso

In caso di esito negativo, Google dovrà fornire una spiegazione specifica, senza ricorrere a formule indistinte. La motivazione dovrà indicare le ragioni per cui il contenuto non viene rimosso dai risultati delle ricerche.

L’indicazione arriva da un’ordinanza del Tribunale di Milano, che ha accolto le richieste avanzate dall’associazione Algopolio. Il provvedimento stabilisce dunque nuovi obblighi sul modo in cui devono essere esaminate e motivate le domande di deindicizzazione.

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