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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Porti italiani, la ripresa c’è: ora servono opere e regole certe

Crociere oltre 15 milioni di passeggeri e container a 12,8 milioni di TEU nel 2025: Uniport chiede tempi più rapidi e una governance condivisa.

Nonostante le tensioni geopolitiche, la crisi nel Golfo Persico e le difficoltà del commercio internazionale, i porti italiani mostrano segnali di recupero. Il Mediterraneo conserva così un ruolo centrale, mentre diversi comparti marittimi guardano alla seconda parte dell’anno con maggiore fiducia.


Crociere e container guardano avanti

Dopo un avvio d’anno più debole, nel primo semestre i traffici marittimi hanno iniziato a risalire. Il comparto crocieristico punta a superare la soglia dei 15 milioni di passeggeri movimentati nei terminal italiani, avvicinandosi a nuovi primati.

Anche il settore ro-pax, dedicato al trasporto combinato di passeggeri e mezzi, viene descritto come solido. Per i container, invece, l’obiettivo è chiudere l’anno confermando il percorso di crescita avviato nel 2025, quando i porti italiani hanno raggiunto 12,8 milioni di TEU.


Le opere non possono aspettare

Per Pasquale Legora De Feo, presidente di Uniport, la capacità di resistenza del sistema deve ora tradursi in sviluppo duraturo. Intervenendo all’assemblea pubblica dell’Unione Nazionale Imprese Portuali, ha richiamato la necessità di infrastrutture adeguate, procedure più semplici e norme stabili.

“Servono tempi certi e rapidità di esecuzione” per le grandi opere portuali, la manutenzione ordinaria e i dragaggi, ha sottolineato Legora De Feo. Nel suo intervento ha citato la Diga di Genova, la Darsena di Levante a Napoli, la Darsena Europa di Livorno e il Molo VIII di Trieste.

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Si tratta di progetti ideati diversi anni fa. Il loro completamento, secondo il presidente di Uniport, permetterebbe agli scali coinvolti di avviare trasformazioni capaci di produrre effetti positivi sull’intero sistema portuale e retroportuale.


Una governance più partecipata

L’altra richiesta riguarda il funzionamento delle istituzioni. Legora De Feo ha indicato come priorità una struttura ministeriale di riferimento più solida e un coordinamento efficace tra le amministrazioni nazionali impegnate nella gestione delle pratiche e nelle attività di controllo.

Nella governance dovrebbero avere un ruolo anche le rappresentanze economiche, a partire da terminalisti e armatori. L’obiettivo indicato da Uniport è superare una partecipazione limitata alla formulazione di proposte, coinvolgendo questi soggetti anche nelle decisioni e nei processi organizzativi.

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