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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Mercati, il petrolio crolla e Milano perde slancio: spread in tensione

Il greggio scende sotto soglie chiave mentre i rendimenti arretrano e gli investitori guardano al dato sull’occupazione negli Stati Uniti

L’euro si rafforza sul dollaro e viene scambiato a 1,1258, mentre le principali piazze europee mantengono un andamento positivo. Parigi avanza dello 0,8%, Francoforte dello 0,86%, Londra dello 0,52% e Madrid dello 0,53%; l’indice Stoxx 600 guadagna circa mezzo punto, sostenuto soprattutto da tecnologia e industria.


Rendimenti in calo, spread sotto osservazione

Dopo la fiammata iniziale, il mercato obbligazionario mostra qualche segnale di stabilizzazione. Il rendimento del decennale italiano si colloca al 4,64%, quello del Bund tedesco al 3,44%, mentre l’Oat francese scende sotto il 4,9%.

Il differenziale tra Btp e Bund si muove intorno a 120 punti base, dopo avere toccato 126 punti in avvio. Nel prosieguo della seduta, tuttavia, lo spread si è avvicinato a quota 128, il livello più alto dall’aprile 2025.


Greggio sotto pressione

La frenata del petrolio resta uno dei temi centrali per gli operatori. Il Brent scende a 99,2 dollari al barile con una flessione del 3%, mentre il WTI perde il 4% e si porta a 89 dollari.

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A pesare sulle quotazioni sono le indiscrezioni, riportate da Bloomberg, su possibili discussioni tra alcuni Paesi europei per utilizzare le riserve strategiche. L’obiettivo sarebbe contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti. In calo anche il gas, che arretra del 3% a 71,7 euro per megawattora.


Milano cambia direzione

Il Ftse Mib, dopo essere arrivato a guadagnare lo 0,77%, a metà giornata si porta a 50.217 punti con una variazione negativa dello 0,03%. Le vendite si concentrano soprattutto sul comparto bancario: Unicredit arretra del 2,25%, Bper dell’1,9% e Banco Bpm dell’1,3%.

Tra i titoli più penalizzati figurano anche Fincantieri, in calo dell’1,78%, e Saipem, che lascia sul terreno l’1,3% in un contesto di debolezza del greggio. In controtendenza si muovono Stellantis e Technoprobe, che nelle fasi precedenti avevano segnato rispettivamente rialzi del 4,68% e del 4,23%; Prysmian cresce del 4%. Gli investitori attendono intanto il dato sull’occupazione statunitense, indicazione che potrebbe influenzare le aspettative sulle prossime decisioni sui tassi della Fed.

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