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Economia 2 min di lettura1 ott

Meccanica, l’export accelera: superata quota 20 miliardi

Le imprese italiane della meccanica varia registrano una crescita del 2,8% nei primi sei mesi del 2026, con risultati brillanti anche fuori dai mercati tradizionali.

L’Algeria è uno dei segnali più evidenti della capacità della meccanica italiana di trovare nuovi spazi all’estero: in soli sei mesi le vendite sono salite da 173 a 428 milioni di euro. Un risultato che arriva mentre l’intero comparto raggiunge un primato, superando per la prima volta i 20 miliardi di esportazioni semestrali.


La spinta arriva dai mercati meno scontati

Il balzo algerino segue un incremento del 70% già registrato nel 2025 e porta a più del doppio il valore delle forniture nei primi sei mesi dell’anno. A trainare il dato sono state soprattutto le turbine a gas, responsabili di circa metà delle esportazioni verso il Paese, insieme a valvole, rubinetti e prodotti destinati ad applicazioni in pressione.

Si tratta spesso di operazioni legate a commesse singole, quindi non necessariamente ripetibili con gli stessi volumi. Il risultato resta però indicativo della capacità delle aziende italiane di intercettare occasioni commerciali anche in aree considerate finora secondarie, diversificando la presenza internazionale.


Un semestre sopra le aspettative

Secondo le elaborazioni della Federazione Anima, tra gennaio e giugno 2026 la meccanica varia ha realizzato 20,4 miliardi di euro di esportazioni, con un aumento medio del 2,8% sul primo semestre del 2025. I numeri sono stati presentati a Brescia durante gli Anima Export Days, iniziativa organizzata per favorire l’incontro tra imprese italiane e acquirenti internazionali selezionati.

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Il programma, realizzato con la collaborazione del Maeci e di Ice, si è svolto dal 28 settembre al primo ottobre. Per Paolo Almici, presidente di Anima, il risultato dimostra la «capacità di cogliere opportunità anche in un contesto complesso», segnato da tensioni geopolitiche e da maggiori difficoltà negli scambi globali.


Stati Uniti ancora in testa

Sul piano settoriale, valvole e rubinetti mantengono il primo posto per peso sull’export, mentre l’incremento più marcato riguarda le turbine, cresciute del 20,7%. La graduatoria geografica vede invece gli Stati Uniti al vertice, con 2,38 miliardi di euro di acquisti nei primi sei mesi del 2026 e un progresso del 2,4% annuo.

Alle spalle del mercato statunitense si collocano la Germania, a 1,99 miliardi di euro (+4,8%), e la Francia, con 1,81 miliardi (+2,9%). Fuori dall’Unione europea si distinguono inoltre Cina, Medio Oriente e Nord Africa: per Riad e Pechino, in particolare, la crescita delle vendite ha raggiunto livelli a doppia cifra.

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