LVMH, il lusso frena: Louis Vuitton senza sconti e il titolo cede il 40%
Il gruppo francese chiude il terzo trimestre con una crescita organica dell’1%, penalizzato dalla domanda cinese e dalla debolezza della moda e pelletteria
Nessun taglio dei prezzi per Louis Vuitton, nonostante il rallentamento della domanda. LVMH esclude scorciatoie commerciali per rilanciare il marchio e attribuisce a un problema logistico un impatto di poco superiore a un punto percentuale sulla crescita organica del brand nel terzo trimestre.
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La moda resta il nodo principale
Durante la conferenza con gli analisti, Cécile Cabanis ha difeso la solidità delle prospettive per la moda e la pelletteria. La direttrice finanziaria non individua elementi strutturali capaci di impedire una ripresa del comparto, pur riconoscendo la complessità dello scenario attuale.
Per Louis Vuitton, ha spiegato Cabanis, l’andamento del periodo è rimasto vicino alla media della divisione. La strategia del gruppo punta quindi a proteggere il valore del marchio nel tempo, senza usare ribassi per stimolare gli acquisti.
Il mercato reagisce con cautela
La performance ha deluso gli investitori. A New York il titolo si è mosso in calo, mentre a Parigi, principale mercato di riferimento per LVMH, la quotazione ha accumulato una perdita del 40% dall’inizio dell’anno.
A pesare sui conti è soprattutto la minore vivacità della clientela cinese. Tra luglio e settembre il gruppo ha comunque ottenuto ricavi per 18,50 miliardi di euro, rispetto ai 18,28 miliardi dello stesso trimestre del 2025, ma l’incremento organico si è fermato all’1%, contro il +3% dei tre mesi precedenti.
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Le divisioni viaggiano a velocità diverse
La debolezza della moda e della pelletteria ha inciso sul quadro complessivo: il comparto ha chiuso il trimestre con vendite organiche in calo del 5%, a 8,2 miliardi di euro. Le altre attività hanno invece mantenuto un progresso, seppure con intensità differenti.
Vini e alcolici e orologi e gioielli hanno segnato il risultato migliore, entrambi con una crescita organica del 6%, rispettivamente a 1,4 e 2,5 miliardi di euro. Profumi e cosmetici sono saliti dell’1% a 2 miliardi, mentre la distribuzione selettiva ha registrato un aumento dell’8%, raggiungendo 4 miliardi.
I nove mesi restano in crescita
Considerando i primi nove mesi dell’anno, LVMH ha realizzato una crescita organica del 2% e ricavi complessivi pari a 57,1 miliardi di euro. Il dato riflette un’espansione ancora positiva, ma accompagnata da un ritmo trimestrale meno sostenuto rispetto alla parte precedente dell’anno.
Il rallentamento non è stato uniforme tra le attività del gruppo: alla contrazione della moda e pelletteria si sono contrapposti i progressi degli altri rami. La tenuta dei risultati dipenderà ora dall’evoluzione della domanda cinese e dalla capacità dei marchi di sostenere le vendite senza modificare il posizionamento commerciale.
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