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Economia 1 min di lettura59 min fa

Longevità, la sfida di Generali: protezione da ripensare

Giancarlo Fancel indica nell’allungamento della vita una leva per rendere più inclusivo e sostenibile il futuro dell’Italia.

Trasformare l’aumento dell’aspettativa di vita in una leva per il benessere e lo sviluppo del Paese: è questa la prospettiva indicata da Giancarlo Fancel, responsabile nazionale e amministratore delegato di Generali Italia. Secondo il dirigente, la longevità impone di aggiornare il modo in cui vengono sostenute le persone e le famiglie.


Una crescita da costruire insieme

L’obiettivo, ha spiegato Fancel, è intercettare bisogni sociali in continua evoluzione e affrontarli attraverso una collaborazione più stretta tra imprese, istituzioni e realtà della società civile. Il percorso dovrebbe portare a un sistema capace di coniugare maggiore inclusione e sostenibilità.

In questa visione, l’allungamento della vita non rappresenta soltanto una conseguenza dei progressi sociali e sanitari. Può diventare, ha sottolineato il dirigente, «un’opportunità di crescita, benessere e sviluppo per l’Italia», a condizione che il cambiamento venga accompagnato da strumenti adeguati.

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La protezione guarda a tutta la vita

Fancel considera la longevità «una delle più grandi conquiste della nostra società», ma proprio questo risultato richiede di rivedere il concetto di tutela. La protezione, infatti, non dovrebbe concentrarsi su una sola fase dell’esistenza, bensì seguire le persone durante l’intero percorso di vita.

Prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica dovranno quindi essere considerate componenti collegate di una risposta più ampia. Le riflessioni sono state espresse a Roma, durante la Giornata della longevità organizzata da Generali, appuntamento dedicato alle conseguenze economiche e sociali dell’invecchiamento della popolazione in Italia.

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