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Economia 2 min di lettura26 set

Leone XIV in Francia: il monito sulle armi e la sfida della pace

Nel suo ritorno in Francia dopo 18 anni, il Papa ha richiamato Parigi al dialogo, alla tutela della vita e al ruolo dell’Europa nelle crisi internazionali.

La guerra non può essere considerata un destino già scritto. Nel suo primo giorno in Francia, Leone XIV ha invitato le istituzioni a puntare su confronto diplomatico e cooperazione, chiedendo al Paese di esercitare una responsabilità particolare nella costruzione della pace europea.

Il viaggio, il primo di un pontefice in Francia dopo 18 anni, proseguirà a Lourdes e Metz. La tappa francese arriva dopo quella in Spagna e conferma l’attenzione della Chiesa verso il continente europeo, in un Paese che ha accolto il Papa con gli onori ufficiali e una significativa presenza di cittadini.


Il Papa sfida la logica degli armamenti

Nel discorso pronunciato all’Eliseo, dopo l’intervento del presidente Emmanuel Macron, Leone XIV ha rivolto un appello diretto: «Vi esorto a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola “inevitabile”, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia». L’obiettivo indicato è la difesa di comunità pacifiche, fondate sul rispetto dei diritti e della dignità dei popoli.

Secondo il pontefice, la Francia dovrebbe continuare a essere un riferimento per il multilateralismo, soprattutto all’interno dell’Europa. Ha inoltre messo in discussione l’idea che l’arsenale nucleare garantisca automaticamente maggiore sicurezza: la proliferazione delle armi, ha osservato, rischia di alimentare una competizione sempre più difficile da contenere. La pace, nel suo messaggio, non nasce dalla semplice contrapposizione delle forze, ma richiede un lavoro costante basato su giustizia e dialogo.


Libertà, convivenza e difesa della vita

Il Papa ha dedicato spazio anche alla società francese, caratterizzata dalla presenza di persone con origini e appartenenze religiose differenti. La convivenza democratica, ha sostenuto, non dovrebbe puntare a cancellare le diversità, bensì a proteggerle attraverso il rispetto delle coscienze e il confronto tra culture. Un simile approccio, nelle sue parole, serve anche a contrastare possibili derive autoritarie.

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Nel suo intervento ha poi affrontato il tema del suicidio assistito, introdotto in Francia da una legge approvata pochi mesi fa. Senza limitarsi a questo caso, Leone XIV ha espresso preoccupazione per un uso distorto della scienza e della tecnologia quando queste diventano strumenti di profitto, citando manipolazioni genetiche, maternità surrogata, commercio degli organi e morte programmata.

La tutela della vita umana è stata presentata come un compito collettivo, affidato sia alle singole persone sia alle istituzioni. «Il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti», ha affermato il pontefice, collegando questo impegno a una trasformazione delle coscienze e a un’attenzione concreta verso gli altri.


La centralità europea nel viaggio

Parlando alle autorità francesi, Leone XIV ha sottolineato il peso storico del Paese sul piano culturale, artistico e spirituale. La Francia, ha detto, mantiene una rilevanza che oltrepassa i confini del continente e rappresenta per la Chiesa una tappa importante nel rapporto con l’Europa.

La visita unisce così il richiamo alla pace internazionale e i temi legati alla dignità della persona. Dopo Francia e Spagna, il pontefice prosegue una serie di appuntamenti che riportano l’Europa al centro della sua azione pastorale e diplomatica.

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