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Economia 3 min di lettura12 ott

Lavoro, la staffetta tra generazioni cambia regole: cosa propongono le imprese

Formazione continua, trasferimento delle competenze e nuovi strumenti per rendere sostenibile la convivenza tra lavoratori giovani e senior.

L’uscita anticipata dal lavoro non rappresenta più una soluzione sostenibile né per i conti pubblici né, in molti casi, per le aziende. Francesca Mazzolari, direttrice generale di 4Manager, ha indicato nella gestione dell’età e nel passaggio strutturato delle competenze due priorità per affrontare l’evoluzione demografica e organizzativa delle imprese. «L’uscita anticipata dei lavoratori non solo non è più sostenibile dal punto di vista macroeconomico, ma è anche poco vantaggioso per le aziende», ha affermato al termine dell’incontro di Bologna dedicato alla Cultura d’impresa.

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La staffetta delle competenze prende forma

Secondo Mazzolari, le organizzazioni che investono nella valorizzazione dei lavoratori senior possono ottenere risultati positivi sul piano della produttività. Per rendere questo percorso concreto, tuttavia, servono interventi normativi e politiche pubbliche capaci di accompagnare le scelte aziendali.

Tra le ipotesi elaborate da 4Manager, dopo il confronto con circa 40 imprese, figura la “Staffetta delle competenze”. Il modello dovrebbe superare l’impostazione dell’attuale Staffetta generazionale e legare l’accesso agli incentivi alla realizzazione di un vero trasferimento di conoscenze tra personale senior e junior.


Il nodo degli strumenti per i senior

Anche Paolo Sestito, Capo del Dipartimento Pianificazione, Organizzazione e Bilancio della Banca d’Italia, ha osservato che il ricorso ai pensionamenti precoci non è più economicamente sostenibile. La questione, quindi, diventa come organizzare la presenza simultanea di più generazioni, evitando automatismi salariali e percorsi professionali interni troppo rigidi.

Sul fronte delle relazioni industriali, Gaia Giappichelli, componente della Commissione Nazionale Hr Federmanager e responsabile delle relazioni industriali di Nexi, ha ricordato l’avvio di nuovi percorsi dedicati alla gestione dei lavoratori senior. Nel settore del credito, inoltre, il confronto sul prossimo contratto di categoria comprende l’ipotesi di strumenti per sostenere la valorizzazione delle professionalità più esperte, anche in un comparto tradizionalmente incline a prevedere accordi per l’uscita dal lavoro.


Competenze in circolo tra età diverse

La collaborazione tra generazioni non si esaurisce nella semplice presenza di dipendenti di età differenti. Paola Boromei, direttrice operativa del Gruppo Il Sole 24 ORE, ha sottolineato che il confronto funziona quando le competenze vengono condivise attraverso gruppi di lavoro intergenerazionali e programmi di affiancamento reciproco. «Le distanze tra generazioni si chiudono quando le competenze circolano», ha detto, aggiungendo che gli strumenti digitali possono accelerare i processi, mentre capacità di giudizio e comportamenti professionali maturano soprattutto nel rapporto tra persone.

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Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, ha richiamato lo stesso principio: l’esperienza accumulata dai lavoratori più anziani deve diventare una risorsa per la crescita e l’innovazione dei colleghi più giovani. Per Claudio Lucifora, ordinario di economia politica all’università Cattolica del Sacro Cuore, l’invecchiamento della forza lavoro impone invece un investimento formativo lungo l’intero percorso professionale, insieme al contrasto dei pregiudizi legati all’età.


Imprese chiamate a cambiare organizzazione

Alice Pretto, presidente di Essay Group e vicepresidente dei GI di Confindustria, ha posto l’accento sulla necessità di superare la contrapposizione tra generazioni. A suo giudizio, nessun gruppo dovrebbe sentirsi costretto a ottenere il riconoscimento dell’altro: l’esperienza va messa a disposizione dell’innovazione, mentre le nuove prospettive devono poter incidere sulle decisioni e sullo sviluppo dell’impresa.

Una posizione analoga è emersa dalle parole di Tiziana Ferrari, Dg di Confindustria Emilia, che ha collegato la maggiore durata della vita professionale al ricambio manageriale e imprenditoriale. «Quelli che si possono leggere come problemi, se affrontati con i giusti strumenti e la giusta motivazione, possono fare, per ogni azienda, la vera differenza», ha spiegato, ricordando l’importanza di formare tutte le persone presenti in azienda.

Il confronto si è svolto a Bologna, nell’ambito del roadshow sulla Cultura d’impresa promosso da 4Manager e dal Gruppo Il Sole 24 Ore. Al centro del dibattito è emersa l’esigenza di costruire organizzazioni meno rigide, anche attraverso l’intelligenza artificiale, capaci di integrare il contributo dei giovani e quello dei senior senza disperdere competenze specialistiche.

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