Kering tiene, Gucci arretra: il nodo che De Meo deve sciogliere
Il gruppo chiude il terzo trimestre a 3.345 milioni di euro, sostenuto dai cambi, mentre il marchio principale resta in calo e impone nuove priorità
La debolezza di Gucci continua a pesare sui conti di Kering. Nel terzo trimestre il gruppo ha realizzato ricavi per 3.345 milioni di euro: il dato è rimasto stabile grazie all’effetto favorevole dei cambi, ma registra una contrazione dell’1% a parità di perimetro.
Nei primi nove mesi dell’anno il fatturato è arrivato a 10.565 milioni, in diminuzione del 2% rispetto allo stesso periodo precedente e stabile se si esclude l’impatto delle variazioni valutarie.
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Gucci resta il nodo principale
Tra aprile e settembre, Gucci ha generato ricavi per 1.291 milioni di euro. La flessione è stata del 4% a livello complessivo e del 6% considerando il confronto su base comparabile, confermando le difficoltà del marchio più importante del portafoglio Kering.
Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, ha spiegato che i risultati trimestrali sono coerenti con le previsioni interne, nonostante uno scenario economico meno favorevole. «La ripresa di Gucci rimane la nostra priorità assoluta», ha detto, indicando nel rilancio del marchio la condizione necessaria per valorizzare pienamente il gruppo.
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Gli altri marchi rispettano le attese
L’andamento degli altri marchi si è mantenuto invece in linea con quanto previsto. Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno registrato nel trimestre risultati compatibili con le aspettative, offrendo un contributo più stabile all’insieme delle attività.
Kering sta anche intervenendo sulla rete dei punti vendita: nel corso dell’anno il gruppo ha eliminato 100 negozi, portando a 125 il numero complessivo delle chiusure previste. La razionalizzazione si inserisce nel percorso di revisione del gruppo, mentre il rilancio di Gucci richiederà tempi più lunghi.
De Meo ha sottolineato che sarà necessario restituire slancio al marchio per liberare tutto il potenziale di Kering. Secondo l’amministratore delegato, il processo «richiederà diverse stagioni», con un lavoro concentrato sull’attrattiva del marchio e sull’accelerazione dello sviluppo dei nuovi prodotti.
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