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Economia 2 min di lettura6 giorni fa

Irpef, il peso cade su un terzo dei contribuenti: i numeri che spiazzano

L’ultima fotografia fiscale mostra una forte concentrazione del gettito: chi guadagna meno versa poco, mentre una minoranza copre quasi tutta l’Irpef.

Quasi nove milioni di persone risultano senza redditi dichiarati e, tra chi presenta la denuncia fiscale, c’è un altro blocco enorme che resta sotto i 7.500 euro lordi annui. In quella fascia l’Irpef media si ferma a 19 euro: il quadro che ne esce è quello di un prelievo molto sbilanciato verso chi ha redditi più alti.


La base dei redditi produce poca imposta

I dati arrivano dall’Osservatorio sulle entrate fiscali di Itinerari Previdenziali, illustrato al Cnel insieme a Cida. La ricerca mette in evidenza una distribuzione dell’Irpef fortemente concentrata, con una parte minoritaria dei contribuenti che sostiene la quota più pesante dell’imposta sul reddito.

Nella fascia più bassa, sotto i 7.500 euro, i contribuenti sono 7.968.832. Subito sopra, tra 7.500 e 15 mila euro, se ne contano 7.426.239 e il tributo medio sale soltanto a 204 euro l’anno. Per vedere cifre davvero più consistenti bisogna arrivare oltre i 15 mila euro: tra 15 mila e 20 mila euro si trovano 4,79 milioni di contribuenti, con un’imposta media di 1.773 euro.


Sanità e fisco, il conto torna a metà

L’analisi collega poi questi numeri a un capitolo molto concreto della spesa pubblica: la sanità. Nel 2024 il costo pro capite è stato indicato in 2.347 euro e, secondo i calcoli dell’Osservatorio, per garantire l’assistenza sanitaria alla metà della popolazione con i redditi più bassi servono 54,45 miliardi di euro coperti dalla fiscalità generale.

Salendo ancora nella scala dei redditi, tra 20 mila e 26 mila euro lordi si trovano 6,65 milioni di contribuenti, con un versamento medio pari a 3.284 euro. Nella fascia successiva, fra 26 mila e 29 mila euro, i contribuenti sono poco più di tre milioni e l’Irpef media arriva a 4.413 euro.

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La minoranza che regge quasi tutto

Il dato più netto riguarda però il totale. Tutti i contribuenti con redditi entro 29 mila euro valgono il 69,78% del totale, ma contribuiscono solo al 21,33% dell’Irpef, per circa 46 miliardi di euro. Se si guarda a chi supera i 35 mila euro, la platea scende al 18,78% ma il peso dell’imposta sale al 65%.

Allargando il perimetro anche alla fascia tra 29 mila e 35 mila euro, la sproporzione diventa ancora più evidente: il 30,22% dei contribuenti copre il 78,67% dell’Irpef. È questo il passaggio su cui si concentra l’Osservatorio, che considera questi numeri incompatibili con l’idea di un Paese dove tutti sarebbero ugualmente schiacciati dal fisco.

Va però ricordato che il perimetro dell’indagine riguarda solo l’Irpef. Nel carico fiscale complessivo entrano anche Iva, accise, tributi locali e altre voci, quindi il quadro non esaurisce tutto ciò che gli italiani versano allo Stato. Resta comunque un messaggio molto chiaro: su cento contribuenti, poco più di trenta finanziano quasi ottanta euro ogni cento incassati attraverso l’imposta sul reddito.

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