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Economia 1 min di lettura24 set

Irpef, il peso cade su 13 milioni: chi paga davvero il conto

Un rapporto di Itinerari Previdenziali fotografa una forte sproporzione: pochi contribuenti finanziano quasi tutta l’Irpef, mentre milioni di italiani risultano a zero.

Per finanziare gran parte dell’Irpef, il sistema italiano si appoggia su una platea molto ristretta: circa 13 milioni di persone sostengono l’80% del gettito. Dall’altra parte, milioni di contribuenti non versano nulla, o quasi, e il quadro che ne emerge è quello di una distribuzione molto sbilanciata del prelievo.


Chi regge davvero l’Irpef

A trainare le entrate sono soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati con redditi medio-alti, cioè categorie che, secondo il rapporto di Itinerari Previdenziali, non possono contare su particolari sgravi. È su di loro che ricade la parte più consistente del carico fiscale, in assenza della flat tax.

Il risultato è che una minoranza copre quasi da sola anche una quota rilevante delle funzioni pubbliche essenziali, dalla sanità all’assistenza fino all’istruzione. Il dato racconta quindi non solo quanto si incassa, ma anche quanto il meccanismo dell’Irpef sia concentrato su un gruppo limitato di contribuenti.

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I milioni che restano fuori

Nel quadro tracciato dal rapporto c’è poi l’altra faccia della medaglia: circa 9 milioni di italiani non versano imposta sul reddito. Si tratta, in larga parte, di persone con redditi molto bassi, che rientrano nelle fasce più deboli della popolazione.

La conseguenza è un sistema in cui la base dei versamenti si restringe parecchio rispetto al numero complessivo dei contribuenti. Da qui nasce l’asimmetria descritta dallo studio, con pochi a sostenere il grosso del prelievo e molti altri che non partecipano, o partecipano solo in misura marginale, al finanziamento dell’Irpef.

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