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Economia 3 min di lettura1 ott

Scorte Usa e bollette: l’Ue valuta la mossa mentre Roma chiede margini

Bruxelles dialoga con Washington sul possibile rilascio di petrolio e gasolio, mentre Italia e Repubblica Ceca sollecitano interventi temporanei sul sistema Ets.

Il possibile ricorso alle riserve statunitensi di petrolio e gasolio è al centro dei contatti tra Bruxelles, gli Stati membri e l’amministrazione Usa. La Commissione europea segue l’evoluzione della crisi energetica mentre cresce la pressione sui governi per contenere gli effetti sui cittadini e sulle imprese.


Washington al centro del dossier scorte

Una portavoce dell’esecutivo comunitario ha confermato che sono in corso interlocuzioni con le autorità americane sull’eventualità di immettere sul mercato parte delle scorte di petrolio. Il confronto riguarda anche il rischio che gli Stati Uniti introducano limitazioni alle esportazioni di gasolio.

La questione sarà valutata anche nella riunione del consiglio direttivo dell’Agenzia internazionale per l’energia, prevista per domani. Bruxelles ha fatto sapere che il dialogo con Washington procede a livello politico elevato, con numerosi incontri già avviati.


Roma chiede più spazio sui conti

Sul fronte italiano, Giorgia Meloni ha comunicato di avere trasmesso a Ursula von der Leyen una lettera dedicata all’impatto dell’inflazione sui bilanci pubblici. La premier considera la maggiore elasticità delle regole europee una priorità per affrontare l’aumento dei costi energetici, che incide anche su pensioni e assegno unico.

La richiesta è legata allo scarto tra l’inflazione effettiva e quella prevista nei programmi di bilancio. Meloni ha sostenuto che l’aggravio non deriva dalle decisioni dei governi e che il problema riguarda più Paesi dell’Unione. A Bruxelles, tuttavia, la portavoce Paula Pinho ha ricordato: «Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri».


Bruxelles attende la lettera di Meloni

Balazs Udjvari, un altro portavoce della Commissione, ha precisato che al momento della conferenza stampa il documento italiano non era ancora arrivato agli uffici comunitari. Ha inoltre richiamato la clausola nazionale di salvaguardia, già ampliata per includere sia gli investimenti nella difesa sia quelli connessi al comparto energetico.

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Il confronto si inserisce nel dibattito sulla possibilità di concedere ulteriori margini di spesa senza compromettere la sostenibilità dei conti. L’obiettivo indicato da Roma è compensare gli effetti di una dinamica dei prezzi più pesante rispetto alle stime iniziali.


Ets, Italia e Praga unite

Italia e Repubblica Ceca hanno sottoposto alla Commissione un documento comune in vista del Vertice Ue del 15 e 16 ottobre. Nel testo vengono prospettate misure limitate nel tempo per attenuare il peso dei costi legati al sistema Ets sulle bollette energetiche.

Tra le ipotesi figurano una diversa distribuzione delle quote, interventi di sostegno all’industria e il rinvio dell’avvio dell’Ets 2, destinato a trasporti ed edifici. Il documento considera anche una sospensione del sistema come possibile sollievo per il settore produttivo, oppure, in alternativa, strumenti più selettivi.


Anche Atene sollecita deroghe

La Grecia ha presentato una posizione analoga chiedendo alla Commissione europea ulteriore flessibilità nell’ambito della governance economica. Il primo ministro Kyriakos Mītsotakīs ha avvertito che la crisi energetica si è protratta oltre le previsioni e che i prossimi mesi potrebbero rimanere difficili.

Atene propone di non conteggiare, entro determinati limiti, le misure temporanee di sostegno nell’indicatore della spesa netta. La richiesta comprende anche la valutazione delle maggiori entrate Iva prodotte dall’aumento inatteso dell’inflazione generale, alimentato dal rincaro dell’energia.

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