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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Intelligenza artificiale, l’87% la usa senza regole chiare

Indagine su 1.000 persone: nelle microimprese le regole sono presenti soltanto nel 45% dei casi

L’intelligenza artificiale generativa è utilizzata dall’87% degli intervistati in Italia, ma in molte aziende mancano ancora indicazioni precise sul suo impiego. Il dato emerge da un’indagine Censuswide realizzata per Indeed su 1.000 selezionatori, manager, lavoratori e persone in cerca di occupazione.

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Le regole nelle aziende

L’adozione degli strumenti è più rapida della definizione delle procedure interne. Il 27% dei partecipanti afferma di ricorrere all’intelligenza artificiale ogni giorno, spesso senza criteri condivisi su utilizzo, dati trattabili e comunicazione ai colleghi.

Tra le imprese coinvolte, il 65% ha già stabilito una cornice per l’impiego dell’IA: nel 23% dei casi si tratta di regolamenti ufficiali, mentre il 42% si affida a indicazioni interne non formalizzate. Del restante 35%, poco più di un terzo sta preparando nuove disposizioni.


Grandi imprese più organizzate

La presenza di regole cambia sensibilmente in base alle dimensioni dell’azienda. Le realtà con più di 250 dipendenti sono quelle che hanno adottato più spesso un quadro di riferimento, con una quota del 68%; tra le microimprese con meno di 20 lavoratori la percentuale scende al 45%.

Secondo Gianluca Bonacchi, consulente per la strategia dei talenti di Indeed, l’IA «non è più una prospettiva futura, ma una realtà già presente nei luoghi di lavoro italiani». A suo giudizio, servono criteri capaci di sostenere la produttività individuale e contenere i rischi per le aziende.


Scrittura e analisi tra gli usi

Le applicazioni più frequenti riguardano la produzione e la revisione dei contenuti, indicate dal 37% degli intervistati. Seguono l’analisi dei dati, al 36%, la ricerca e il riassunto delle informazioni, al 35%, e l’automazione delle attività ripetitive, al 29%.

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Bonacchi ha aggiunto che chiarire quali strumenti usare, quali informazioni inserire e come registrare il ricorso all’IA può trasformare pratiche individuali in una competenza condivisa dai gruppi di lavoro.


La trasparenza resta limitata

Solo il 32% dei manager e dei selezionatori ritiene che la maggior parte dei dipendenti si senta libera di dichiarare l’uso dell’IA. Il 47% pensa invece che a farlo sia soltanto una parte dei lavoratori, mentre il 16% prevede che molti preferiscano tacere.

Dal lato dei dipendenti, il 37% ammette di avere utilizzato strumenti di intelligenza artificiale senza avvisare colleghi o responsabili. Soltanto l’8% dichiara di rendere sempre esplicito questo ricorso, mentre il 22% dice di farlo raramente oppure mai.

Tra le principali preoccupazioni figurano il rischio di dipendere troppo dalla tecnologia, indicato dal 25%, la tutela della privacy e delle informazioni riservate, al 24%, e la possibile diminuzione dei rapporti umani, segnalata dal 17%.

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