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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Inflazione e tassi, l’avvertimento di Lane: aiuti solo a chi è più esposto

Il capo economista della Bce difende la stretta monetaria e indica nel 2027-28 il periodo atteso per il recupero dei salari italiani

L’inflazione elevata pesa soprattutto sulle famiglie più fragili, ma anche un intervento monetario tardivo potrebbe aggravare il quadro economico. Philip Lane, capo economista e membro del direttorio della Bce, ha spiegato che senza una risposta adeguata i prezzi rischierebbero di restare troppo alti, con conseguenze anche sui tassi di lungo periodo e sugli spread.


Lane difende la linea sui tassi

«L’inflazione è molto dannosa» e colpisce concretamente le persone quando raggiunge livelli eccessivi, ha affermato Lane rispondendo alle critiche rivolte alla Bce per l’aumento del costo del denaro. Secondo il capo economista, se dopo lo shock energetico legato alla guerra tra Russia e Ucraina l’inflazione fosse rimasta al 3% o al 4%, il danno per lavoratori e famiglie italiane sarebbe stato significativo.

Lane ha aggiunto che il mancato intervento della Bce, quando necessario, potrebbe alimentare le aspettative di ulteriori rincari. In quello scenario, ha osservato, salirebbero anche i rendimenti a lunga scadenza, con possibili ripercussioni sulle tensioni legate agli spread.


Salari italiani, segnali per il 2027

Le stime di settembre dell’istituto centrale indicano una crescita delle retribuzioni italiane superiore all’inflazione nel 2027 e nel 2028. Lane ritiene che la tenuta dell’economia nazionale possa favorire un aumento dei salari reali e, di conseguenza, un miglioramento delle condizioni di vita nel biennio considerato.

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Il capo economista ha richiamato la «solidità di fondo» dell’economia italiana e ha ricordato il peso delle retribuzioni nella capacità competitiva del Paese. La valutazione arriva mentre resta aperto il problema del potere d’acquisto perso negli anni segnati dal rincaro dell’energia e dall’aumento generalizzato dei prezzi.


Aiuti concentrati sui redditi bassi

Rispondendo alla richiesta italiana di maggiore flessibilità in vista della manovra, Lane ha indicato una direzione precisa per le politiche di bilancio: proteggere in modo particolare le persone con redditi più bassi attraverso strumenti selettivi. Un sostegno generalizzato, invece, rischierebbe di aumentare la domanda complessiva senza accelerare il ritorno dell’inflazione al 2%.

Il prezzo dell’energia, ha spiegato, costituisce nel suo insieme una perdita per l’economia europea. Non sarebbe quindi possibile compensare integralmente e in ogni momento tutti i lavoratori per gli effetti di questo shock; secondo Lane, la priorità dovrebbe essere assegnata ai nuclei maggiormente esposti.

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