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Economia 2 min di lettura23 set

Impresa familiare, il vero nodo è chi decide quando entra un socio

Un nuovo white paper e il confronto a Roma mettono al centro governance, apertura del capitale e passaggio generazionale nelle Pmi familiari.

Quando una Pmi familiare si apre a soci esterni, il punto non è soltanto reperire risorse: a fare la differenza è soprattutto la governance. Da qui parte il nuovo white paper "L’apertura del capitale nell’impresa familiare: come prepararsi all’ingresso dell’investitore", elaborato nell’ambito di Governance 4 Change da Legance insieme alla School of Management del Politecnico di Milano.


La crescita passa dalle regole

Il dossier è stato presentato il 22 settembre a Roma, al Circolo Canottieri Aniene, durante l’incontro "Costruire il Futuro: impresa, famiglia e mercato". Nel corso dell’evento è emersa con forza l’idea che il passaggio verso capitali e manager esterni stia già cambiando il modello del capitalismo familiare italiano.


Prima il confronto in famiglia

Josip Kotlar, full professor alla School of Management del Polimi, ha definito questo trend in aumento e ha collegato il tema non solo alla competitività, ma anche al ricambio generazionale. Per il docente, la preparazione al cambiamento dovrebbe iniziare dentro la famiglia imprenditoriale, prima ancora che si apra il dialogo con un investitore.

Barbara Cimmino, vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria, ha ricordato il peso delle imprese familiari nel sistema produttivo: sono realtà radicate nei territori, capaci di creare competenze, occupazione e valore per il Made in Italy. La sua indicazione è di mettere queste aziende nelle condizioni di espandersi e restare competitive, senza smarrire la propria identità.

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Soci esterni, ma con confini chiari

Secondo Kotlar, il passaggio decisivo è definire con precisione che cosa resti in mano alla famiglia e quali scelte, invece, vadano condivise con il nuovo partner. Solo una divisione netta delle responsabilità, ha spiegato, può rendere solido il rapporto tra azionisti familiari e investitori istituzionali e trasformarlo in un progetto industriale comune.

Sul fronte delle regole, Andrea Sacco Ginevri, partner di Legance, ha richiamato la recente riforma del Testo Unico della Finanza, giudicata utile per facilitare l’accesso delle imprese private alla Borsa e, allo stesso tempo, tutelare le Pmi già quotate.

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