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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Gas, la bolletta invernale può arrivare a 860 euro

Con le tariffe attuali del mercato libero, una famiglia italiana con un contratto del gas a prezzo variabile potrebbe spendere in media 860 euro durante l’inverno.

Con le tariffe attuali del mercato libero, una famiglia italiana con un contratto del gas a prezzo variabile potrebbe spendere in media 860 euro durante l’inverno. Per chi ha scelto un’offerta fissa di 12 o 24 mesi, la previsione scende a circa 630 euro.

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Le differenze tra le regioni

Il costo stimato cambia sensibilmente in base ai consumi per il riscaldamento, alle condizioni climatiche, alle caratteristiche degli edifici e alla diffusione della rete del metano. Le cifre più alte riguardano Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, dove la spesa può superare 1.300 euro.

Seguono Lombardia, con circa 1.180 euro, e Veneto, con una previsione di 1.095 euro. In fondo alla graduatoria si trovano invece Sicilia, con 487 euro, e Campania, con 494 euro.


Quanto sono aumentati i costi

Secondo l’analisi del Codacons, l’esborso medio per chi è sul variabile è oggi superiore di circa 205 euro rispetto al periodo dicembre 2025-marzo 2026. L’incremento riflette il rialzo delle tariffe del mercato libero rilevato dall’Istat.

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L’impatto maggiore interessa le aree dove il gas viene utilizzato più intensamente per il riscaldamento: in Valle d’Aosta l’aumento stimato è di 329 euro, in Trentino Alto Adige di 310 euro e in Lombardia di 281 euro. In Sicilia e Calabria la spesa aggiuntiva resta invece sotto i 120 euro.


Il rischio di nuovi rincari

Il conto potrebbe crescere ancora se le quotazioni dell’energia dovessero aumentare. In quel caso sarebbero esposti soprattutto i titolari di contratti variabili e gli utenti vulnerabili, per i quali le tariffe possono recepire più rapidamente le variazioni del mercato.

Il Codacons ha elaborato le stime utilizzando i consumi domestici e condominiali raccolti da Arera, riferiti al 2024. Nel calcolo sono confluiti anche i prezzi medi applicati dai gestori nell’inverno scorso, comprese materia prima, rete, oneri di sistema, imposte e tasse, oltre agli ultimi aumenti registrati dall’Istat sul mercato libero.

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