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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Trentino, gli alberghi sono già al 60% per Natale

Federalberghi segnala tariffe mediamente più alte del 5-6% e una clientela con maggiore presenza straniera.

In Trentino le prenotazioni alberghiere per il periodo tra Natale e Capodanno hanno già superato il 60%. L’avvio della stagione invernale è previsto tra poco più di quattro settimane e gli operatori attendono ancora nuove richieste.

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Prezzi variabili e prenotazioni

Secondo Gianni Battaiola, presidente di Federalberghi Trentino, le tariffe medie risultano oggi superiori del 5-6% rispetto allo scorso anno. Il dato è stato elaborato sui numeri di H-Benchmark, che monitora 369 strutture della provincia, comprese 279 situate in montagna.

Il prezzo della camera può però cambiare rapidamente in base alle richieste e ai posti ancora disponibili. A più di un mese dalle festività, il tasso di occupazione potrebbe quindi salire oppure ridursi, anche perché molte prenotazioni prevedono ancora la possibilità di annullamento senza costi e non rappresentano una conferma definitiva.

Battaiola ha spiegato che gli alberghi aggiornano le proprie tariffe quasi ogni giorno, seguendo l’andamento della domanda. Una camera rimasta invenduta dopo la notte non può infatti essere recuperata nei giorni successivi.


Energia e materie prime

A pesare sui bilanci delle strutture sono soprattutto riscaldamento, elettricità e prodotti alimentari. L’inflazione indicata dal presidente è al 5,4%, mentre pellet e cippato hanno quasi raddoppiato il prezzo nell’arco di tre anni; il gasolio destinato alle cisterne supera invece i due euro al litro.

Durante l’inverno il fotovoltaico produce meno energia e gli alberghi devono acquistare più elettricità. Il Prezzo unico nazionale è quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso e, per una struttura con bollette ordinarie tra 5.000 e 6.000 euro, l’aumento rappresenta un onere rilevante.

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Anche la spesa per la ristorazione è cresciuta: il burro, ha riferito Battaiola, è arrivato a costare fino a 10 euro al chilo. Il presidente respinge tuttavia l’ipotesi di aumenti speculativi e collega i rincari alle spese necessarie per garantire camere riscaldate, ambienti illuminati e pasti di qualità.


Attese per la stagione sciistica

Gli albergatori guardano all’apertura con fiducia, anche grazie all’interesse per lo sci. Se le condizioni meteorologiche saranno favorevoli, Madonna di Campiglio potrebbe iniziare l’attività con una o due settimane di anticipo rispetto al calendario previsto.

In tutte le località trentine è disponibile l’innevamento programmato, ma produrre neve richiede molta elettricità e comporta costi aggiuntivi anche per i gestori degli impianti. Il periodo più intenso dovrebbe arrivare con il ponte di Sant’Ambrogio.

La composizione dei visitatori sta inoltre cambiando: alla clientela italiana si affianca una presenza internazionale più consistente. Battaiola prevede una stagione soddisfacente, pur segnalando che conflitti e tensioni internazionali possono influenzare la propensione alla spesa dei turisti.

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